La Candelora ad Avellino, eventi e tradizioni del 2 febbraio

La Candelora ad Avellino, eventi e tradizioni del 2 febbraio

1 febbraio 2016

La provincia di Avellino si prepara a celebrare il giorno della Candelora il 2 febbraio.

La Candelora (così chiamata in Campania, Candelaia in Toscana, Ceriola, Siriola in altre ancora) è una festa religiosa che si celebra per ricordare la presentazione del Signore al Tempio ed il rito di purificazione della Vergine Maria quaranta giorni dopo la nascita di Gesù.

Il nome deriva dal latino, da candelorum e candelaram, ovvero la benedizione delle candele conservate in casa dai fedeli accesi per placare l’ira divina durante il mal tempo, oppure mentre si attende la realizzazione di un evento, durante un’infermità, insomma durante tutti quei momenti della vita che necessitano dell’intervento divino.

Come molte feste cristiane anche questa ha origine remote. Nella tradizione celtica, la festa di Imbolc, segnava il passaggio tra l’inverno e la primavera, cioè il momento tra la più profonda oscurità a quello del risveglio e della luce. Nel mondo romano la Dea Februa, altro nome di Giunone, veniva festeggiata alle calende di Febbraio (primo giorno del mese nel calendario romano).

La Candelora è celebrata ancora oggi in tutto il mondo ed è accompagnata da numerosi detti e proverbi.

DETTI E PROVERBI – Secondo la tradizione, i ceri benedetti in questo giorno sono poi conservati in casa dai fedeli e vengono accesi in varie occasioni durante l’anno: per placare l’ira divina, durante violenti temporali, aspettando una persona che non torna o si ritiene in grave pericolo, assistendo un malato ed in qualunque momento si avverta il bisogno di chiedere l’aiuto divino.

In Campania esistono svariati detti, tra cui, “Cannelora , ‘state dinto, vierno fora”, (“Candelora, entra l’estate ed esce l’inverno”), per indicare l’avvicinarsi del bel tempo e la fine dell’inverno. Oppure, “A Pasca Epifania tutt”e ffeste vanno via. Risponne ‘a Cannelora : No , ce stongo io ancora“, (“Con l’Epifania tutte le feste vanno via. Risponde Candelora: No, ci sono ancora io”), che fa riferimento all’estro e all’inventiva del popolo napoletano che saprà riempire un intero anno con altre importanti feste.

Ma senza ombra di dubbio il più popolare è quello che fa riferimento al clima e ad una previsione del tempo possibile grazie al giorno della Candelora: “Quanno arriva ‘a Cannelora d”a vernata simme fora, ma si chiove o ména viento, quaranta juorne ‘e male tiempo“, (“Quando arriva la Candelora dall’inverno siamo fuori, ma se piove o c’è il vento ci saranno quaranta giorni di mal tempo”).

Nel giorno della Candelora sono molte le celebrazioni, a Napoli e nel resto della Campania.

Nel cinquecento, ad esempio, la città si riempiva di candele, torce e luci di tutti i colori. Oggi, purtroppo queste tradizioni sono quasi del tutto perdute ma ne rimane la memoria soprattutto nei racconti dei più anziani.

In Penisola sorrentina c’è un proverbio che si lega ai cambiamenti climatici: San Biase o sole pe’ case, San Catello ‘o sole po Castiello, Sant’Antonino ‘o sole pe marine.

Vengono invocati San Catello, patrono di Castellammare di Stabia, che si festeggia il 19 gennaio, Sant’Antonino patrono di Sorrento che si attende per il 14 febbraio e San Biagio che ricade nel medesimo giorno della Candelora, il 2 febbraio e protettore della gola e della laringite.

Secondo una vecchia tradizione oggi è anche l’ultima giornata per smontare il presepe e si portava un pezzetto del materiale utilizzato per la costruzione a bruciare sul fuoco dedicato a Sant’Antonio.

LA JUTA A MONTEVERGINE – In questa giornata si compie anche uno degli eventi più suggestivi e caratteristici della tradizione campana “la juta dei femminielli a Montevergine”.

In preparazione della Juta a Montevergine 2016, il primo febbraio si terrà presso l’aula magna dell ’Isiss De Luca di Avellino il convegno “Noi tutti diversi”.

Al tavolo dei lavori l’ex deputata e madrina della candelora Vladimir Luxuria, la dottoressa Rosa Grano dirigente Urs Campania Ambito territoriale, il consigliere provinciale Giaquinto Girolamo, la dirigente dell’istituto De Luca Maria Rosaria Siciliano, il sindaco di Mercogliano Massimiliano Carullo, Anita Palladino Presidente Atn, il docente dell’Univerisita’ di Barcellona Fiorentino Vecchiarelli e la giornalista Antonia Ruggiero.

Vladimir Luxuria sarà ad Avellino domenica 31 gennaio alle ore 17 per incontrare presso la Boqueria la stampa di Avellino. L’arrivo di Vladimir è naturalmente legato anche alla candelora che si terrà il 2 febbraio. E proprio in attesa della festa lunedì primo febbraio dalle ore 20.30 presso il Black house candelora night con ingresso libero.

CUCINA E TRADIZIONE – Ma non poteva mancare anche una tradizione culinaria legata a questo giorno, in cui si usava consumare il migliaccio, un dolce a base di uova, semola, latte e canditi.

Esso risale al Seicento, quando le suore del monastero di Santa Rosa da Lima, a Conca dei Marini, nella costiera amalfitana, iniziarono a prepararlo proprio il 2 Febbraio e d’allora diventò tradizione rifarlo ogni anno.