Isochimica, via 500 cubi. Penna: “Arpac? Noi andiamo avanti”

Isochimica, via 500 cubi. Penna: “Arpac? Noi andiamo avanti”

28 settembre 2017

La bonifica del mostro di Borgo Ferrovia è pronta ad entrare nel vivo. Questa mattina, il tavolo tecnico che si è riunito a Palazzo di Città, ha dato il via libera alla prima operazione: la rimozione di 500 cubi di amianto.

All’incontro hanno preso parte i tecnici comunali del settore “Ambiente” insieme all’assessore di riferimento, Augusto Penna, e i rappresentanti del Centro Universitario per la Previsione e Prevenzione Grandi Rischi (C.U.G.RI.), di cui fanno parte l’Università Federico II di Napoli e l’Università degli Studi di Salerno, guidati dal docente Paolo Villani.

Proprio quest’ultimo ha sottolineato il grande lavoro fatto fino a questo momento dal Comune, sul tema della bonifica dell’Isochimica. «L’università ha le sue competenze che sono quelle scientifiche e tecniche, quindi farà supporto e darà consigli a un Comune che ha sviluppato già una notevole parte amministrativa e tecnica. Si è preso enormi responsabilità».

Ad entrare nel dettaglio della bonifica ci ha pensato l’assessore Penna: «Il tavolo tecnico ha già sviluppato un cronoprogramma delle attività da svolgere – spiega. È confermata la nostra proposta inizialedi dividere in lotti funzionali l’intervento. Partiremo immediatamente dallo smaltimento dei 500 cubi». I tempi per avviare la rimozione saranno brevi, come conferma Penna: «Questo lavoro richiede poca progettazione, legata principalmente alle misure di sicurezza, quindi possiamo immaginare tempi rapidi anche per l’affidamento dell’appalto stesso».

Al tavolo non si è parlato solo della rimozione dei cubi perché questa rappresenta solo la prima fase di una bonificache verrà suddivisa in più lotti. «Abbiamo affrontato anche la questione dei nuovi rinvenimenti nel sottosuolo – spiega l’assessore all’Ambiente – e abbiamo cominciato a studiare soluzioni per capire come affrontare la questione». Prima di tutto, però, bisognerà capire se gli agenti inquinanti venuti fuori dall’ultimo piano di caratterizzazione, siano stati causati dall’Isochimica o derivino dall’area industriale di Pianodardine, con Penna che coglie l’occasione per chiamare in causa l’Asi con una stoccatina: «Il consorzio ha ricevuto recentemente dei finanziamenti regionali, e noi ci congratuliamo con loro – dichiara con un pizzico di ironia – a questo punto potrebbe proporre uno studio di area allargata, per capire quali sono i valori di fondo di questi contaminanti».

Non solo Asi, perché Penna ne ha anche per l’Arpac che ha finora lasciato solo il Comune in questa delicata fase di progettazione della bonifica. «Abbiamo più volte tentato di coinvolgerli – sottolinea – ma senza ottenere risposte concrete. Di conseguenza andiamo avanti per la nostra strada, quella intrapresa grazie al coraggio dei nostri tecnici comunali che si sono prestati in prima persona ad effettuare la progettazione. Ci muoveremo come stabilito, in qualsiasi momento l’Arpac ritenesse di doverci affiancare in questo percorso, noi saremo disponibili ad accoglierla, ma non aspettiamo nessuno».