Irpinia travolta dalla crisi: più disoccupati, più cig, più suicidi

15 dicembre 2011

Più disoccupati, più cassintegrati, più pensionati al minimo e un numero impressionante di suicidi. L’ennesimo annus horribilis che l’Irpinia della crisi si lascia alle spalle è tutto nelle cifre diramate in mattinata dall’Osservatorio provinciale della Cisl, attraverso il segretario, Mario Melchionna, e curate da Sonia Capriolo. Ad impressionare più di tutti è ancora una volta il dato sulla disoccupazione giovanile. Non è un Paese per giovani, questo lo si sapeva. Il tasso relativo al mese di novembre è pari al 52,08 per cento con un risibile – 0,1 rispetto al mese di settembre.
Ben 82.183 gli iscritti al Centro per l’Impiego nel terzo trimestre del 2011, con un aumento di 140 unità rispetto al secondo.
La recessione divora le aziende. La novità sta però nel fatto che anche quelle piccole cominciano a mettere i propri dipendenti in cassa integrazione. In questo caso, infatti, si passa dalle 357.823 ore utilizzate ad ottobre, alle 561.259 ore del mese di novembre.
E le pensioni? In un particolare frangente in cui è al varo del governo una manovra che potrebbe colpirle in maniera significativa i dati della Cisl irpina vi hanno posto particolare attenzione. Su di un totale di 130.545 pensionati, infatti, ben 33.463 percepiscono un emolumento medio pari a 393,88 euro (tra pensioni ed assegni sociali e invalidi civili), ben al di sotto della soglia di povertà. Inevitabile, in un contesto del genere, un esorbitante numero di suicidi. Nel 2011 il triste dato evidenzia ben 18 morti, (2 in medo dell’anno scorso) e ben 12 tentativi.