Irm, si infittisce il ‘giallo’: 6mila t. di rifiuti senza provenienza

9 settembre 2005

Manocalzati – Irm: spuntano seimila tonnellate di rifiuti di cui non si conosce la provenienza. Il giallo che avvolge lo stabilimento di Manocalzati si infittisce ancora di più. Il pattume depositato non sembrerebbe più di competenza dei tre Comuni irpini interessati allo sversamento. Situazione che, di fatto, renderebbe l’azienda proprietaria dei rifiuti e dunque responsabile della delocalizzazione. Un dubbio destinato a restare tale. Almeno fino al prossimo incontro tra le parti coinvolte. Ieri mattina, infatti, il confronto tra l’assessore provinciale all’Ambiente, Bruno Fierro, i vertici dell’azienda, i Comuni di Avellino, Manocalzati, e Mercogliano, l’Arpac e il Commissario Straordinario per l’Emergenza (avente ad oggetto la rimozione dei rifiuti combusti a terra e le nuove concessioni provinciali) è slittato. L’assenza di Catenacci e del Comune di Avellino ha reso inevitabile il rinvio della seduta a data da destinarsi: un ultimo tentativo di mediazione da parte dell’assessore Fierro che ha ritenuto opportuno portare il caso direttamente in Prefettura. “Un problema che va avanti da troppo tempo – precisa Amedeo Matarazzo, Presidente del Comitato Monte Sant’Angelo di Manocalzati – nonostante le questioni siano ancora tutte aperte. E’ impensabile che si parli di concessioni per riaprire lo stabilimento quando, nonostante i dati diffusi dall’Arpac, non assistiamo ancora alla bonifica del territorio”. Dati che parlano da soli: gli esami effettuati hanno evidenziato un inquinamento diffuso dell’intera valle del Sabato, del torrente Erte e dell’aria. Elementi non trascurabili ma che, per il momento, sembrano essere passati in secondo piano. “Continuiamo a sostenere che si tratti di rifiuti speciali e non solidi urbani – afferma Matarazzo – Abbiamo anche presentato una denuncia alla Magistratura a seguito di cenere bianca che fuoriusciva dal cumulo di spazzatura, ma siamo ancora in attesa di una risposta”. Intanto si fa sempre più ampio il fronte comune contro la riapertura dello stabilimento. “Dopo quanto avvenuto – conclude – è inconcepibile riavviare tale attività, considerando anche la vicinanza alle abitazioni”. Un ‘no’ esplicito che si aggiunge a quello espresso dai Ds di Manocalzati ed in particolare dal capogruppo provinciale, Franco Mazza. Ma sarà solo il prossimo incontro in Prefettura a far luce definitivamente sul futuro della Irm. (mari.mo)