Irisbus – Fds e Pci insorgono: “Assurdo sospendere i 9 lavoratori”

25 ottobre 2011

“Inaccettabile l’atteggiamento di Fiat e del Governo” – così sintetizza la Federazione Irpina del Partito dei Comunisti Italiani. “La sospensione di Dario Meninno e Lello Colello prima, a cui sono stati aggiunti poi Nicola Palmarozza, Salvatore D’adamo, Antonio Steriti e Gennaro Ianniciello è un atto intimidatorio, subdolo e antidemocratico. Quello che fiat vuole far passare come provvedimenti disciplinari, si sintetizza in realtà con il concetto di colpirne uno per educarne cento. Ma questa educazione è padronale e vuole impedire agli operai di continuare la loro indiscutibile battaglia: salvaguardare il territorio tramite una forte ed importante attività produttiva e salvaguardare il posto di lavoro in questo periodo di forte crisi. La fiat non vuole ammettere di essere colpevole, assieme al Governo, di aver distrutto la categoria autobus in Italia, che essendo vecchi, obsoleti e inquinanti non possono reggere il confronto rispetto ad un mondo che chiede a voce alta di salvaguardare l’ambiente. In tutto questo l’azienda italiana ha già mostrato il suo lato speculatore, vista l’intenzione di delocalizzare lo stabilimento, al solo fine di poter sfruttare ancora di più gli operai, per il piacere di qualche ingordo manager. Inoltre conosciamo la storia della fiat e di quante volte, in combutta con lo Stato, ha dichiarato stati di crisi al solo fine di ricevere fondi pubblici. Anche l’Irisbus rientra in questo perverso contesto. Il Governo in tutto questo dorme e arranca sui problemi giudiziari del Presidente del Consiglio. Non c’è un piano sviluppo, non c’è nulla riguardo il parco autobus. E’ un Governo che non affronta i problemi reali lasciando il destino in mano a chi fin’ora, in questo Paese, ha solo speculato e continuerà a farlo se lo Stato non prenderà una forte e netta posizione sulle tematiche del lavoro. Se non sarà ringiovanito il parco autobus arriverà all’Italia l’ennesima multa dall’Unione Europea. Soldi che dovranno versare i contribuenti, dato che il Governo pensa solo a come salvaguardare i propri interessi e poltrone, senza dare alcuna prospettiva per il futuro. Gli operai sono lì a manifestare il loro disappunto da tre mesi ed ogni passo in avanti è stato fatto con l’orgoglio di rappresentare la classe operaia. Non è vero che i lavoratori volevano impedire l’uscita dei pullman dallo stabilimento. La realtà è che fiat vuole provocare l’intero popolo che sostiene i lavoratori irisbus. Lo abbiamo visto con i nostri occhi quando le forze dell’ordine erano davanti allo stabilimento per contare le persone presenti per preparare, eventualmente, uno sgombero forzato. La realtà è questa: Fiat e Stato cercano lo scontro fisico a danno degli operai! Cercano solo il pretesto per attuare i loro metodi repressivi. La controparte è formata da lavoratori e lavoratrici diventati ormai intellettuale collettivo che, con l’aiuto di quanti hanno a cuore la classe operaia, li aiuta giorno dopo giorno per riaffermare quel senso di giustizia, anche proletaria, che il Paese ha smarrito da tempo. Il peso della crisi mondiale non possono pagarla i lavoratori. Non può e non deve cadere la colpa delle inadeguatezze di fiat e Goevrno ai danni di Dario Meninno, Lello Colello, Nicola Palmarozza, Salvatore D’adamo, Antonio Steriti e Gennaro Ianniciello e di tutti quei lavoratori che oggi stanno subendo la repressione di Governi incapaci. Ciò che accade oggi alla Irsibus, un copione già visto, è il segnale di una repressione che va avanti da anni. Sono le prove generali di una grande dittatura che vuole sottomettere i popoli sovrani. Ai compagni lavoratori la solidarietà è scontata e non sarà l’ultima perché la lotta di classe è solo agli inizi.