Ipercoop, si torna a Roma. La rabbia dei lavoratori: “Siamo spalle al muro”

Ipercoop, si torna a Roma. La rabbia dei lavoratori: “Siamo spalle al muro”

4 ottobre 2018

Marco Grasso – A ventiquattore dal vertice verità al Mise, il futuro dei lavoratori Ipercoop resta in bilico. Domani, venerdì 5 ottobre, il sindacato dovrebbe presentarsi al tavolo ministeriale con l’elenco dei 50 lavoratori in esubero e, soprattutto, con l’indicazione delle scelte, nome per nome, tra le varie opzioni previste da Az Market in alternativa ai licenziamenti.

I lavoratori pronti ad andare via con un incentivo di 40mila euro lordi sarebbero meno di 40. Altri cinque o sei (tra cui una coppia) sarebbero invece disponibili a trafersirsi in Emilia Romagna. Decisamente più complicata la trattativa che riguarda i dieci lavoratori interessati a rilevare in gestione le attività di bar, forno e pasticceria dell’Ipercoop. Il recente confronto con l’azienda a Salerno non è servito a dissipare dubbi e incertezze.

L’operazione, a detta dei lavoratori, avrebbe più di un’incognita e sarebbe considerata a rischio per diversi aspetti economici. Così come chiedono maggiore chiarezza anche i lavoratori disponibili al trasferimento. Tutte le opzioni contenute nella proposta del gruppo calabrese presenterebbero insomma più di una zona d’ombra, elementi di incertezza che complicherebbero non poco la scelta.

“L’azienda ha bisogno di 50 nomi per chiudere l’accordo, inutile girarci intorno. Il punto è proprio questo”, precisa il segretario dell’Ugl Costantino Vassiliadis, in assemblea con i lavoratori insieme ai segretari di Cgil e Uil, Luigi Ambrosone e Mario Dello Russo. “I lavoratori sono senza stipendi e contributi da cinque mesi ed andare avanti in queste condizioni credo sia impossibile per tutti”.

Dopo cinque mesi di presidio e resistenza i lavoratori sono allo stremo, ma non hanno alcuna intenzione di alzare bandiera bianca. “Siamo tornati al punto di partenza, siamo di fronte ad un accordo al ribasso che non tiene conto della nostra storia e del nostro impegno per quest’azienda”, precisa un gruppo di lavoratori davanti la sede Coop di via Pescatori.

Az Market intende ripartire con 83 lavoratori sui complessivi 139 della precedente gestione Coop. “Non credo ci siano molti margini di manovra per migliorare le condizioni economiche dell’accordo. Credo – precisa Vassiliadis – che si possa invece cercare di fare pressione soprattutto per incrementare il numero di lavoratori che potranno continuare a lavorare anche nella nuova gestione”.

Domani, in ogni caso, bisognerà arrivare a Roma con le idee chiare e, soprattutto, un elenco definitivo dei lavoratori disposti ad accettare le proposte di Az alternative ai licenziamenti. “Non è facile decidere in queste condizioni, ma c’è l’esigenza di uscire al più presto da una situazione non più tollerabile. Faremo di tutto – conclude Vassialiadis – per migliorare ancora i termini dell’accordo anche, eventualmente, chiedendo ulteriori momenti di approfondimento. Ma, ripeto: bisogna superare rapidamente questa emergennza sociale. Ci sono 140 famiglie allo sbando in attesa di conoscere il proprio destino”.