Ipercoop, Ambrosone (Cgil): “Accordo con Az solo se si tutelano i lavoratori”

Ipercoop, Ambrosone (Cgil): “Accordo con Az solo se si tutelano i lavoratori”

3 luglio 2018

Marco Grasso – “Con Az Market il confronto riprenderà su basi diverse rispetto al passato. E’ chiaro che per arrivare ad una buona soluzione serve la buona volontà da parte di tutti, sia di chi viene ed è pronto ad investire in questa provincia, sia di chi ha deciso di lasciare”. Luigi Ambrosone della Cgil, ospite della rassegna stampa di Irpinia News, non nasconde un cauto ottimismo in vista dell’incontro con l’azienda in programma venerdì 6 luglio all’hotel de la Ville.

Su un possibile accordo dato, da più parti, per quasi fatto Ambrosone preferisce frenare. “Vediamo, è prematuro parlarne adesso. Venerdì prossimo ci rivediamo con il gruppo calabrese e credo che, in quella sede, si potrà capire qualcosa in più sul futuro di Ipercoop e dei sui 134 lavoratori”.

Accompagnamenti in pensione e trasferimenti, anche al di fuori della Campania, restano le ipotesi più probabili per trovare l’intesa e rimuovere il macigno della procedura di licenziamento collettivo. “Ipercoop si è impegnata a pagare un primo stipendio, ed è un altro passo in avanti importante”.

“Dopo vent’anni di lavoro – precisa Ambrosone – ci sentiamo in bilico, in perenne attesa di una soluzione dignitosa, che rispetti il nosto impegno e la dedizione mostrata in questi anni. Anche per questo il presidio di lavoratori andrà avanti fin quando non ci sarà una soluzione definitiva”.

La vertenza di Avellino è solo uno dei punti di crisi aperti sul territorio nazionale. Anche le sedi di Quarto e Afragola sono gestite d Distribuzione Centro Sud, controllata di Alleanza 3.0. “L’Ipercoop sta mettendo in campo soluzioni diverse che, spesso, variano da regione a regione. Per provare a riolvere le singole vertenze sta puntando molto sul modello franchising. Vedremo quello che succede nei prossimi giorni. E’ chiaro – conclude Ambrosone – che siamo di fronte ad una vertenza nazionale che meriterebbe un tavolo di crisi a livello ministeriale”.