Ipercoop, accordo in salita. Il piano di Az non convince i lavoratori

Ipercoop, accordo in salita. Il piano di Az non convince i lavoratori

3 ottobre 2018

Marco Grasso – Sono ore decisive per i lavoratori dell’Ipercoop di Avellino in vista dell’appuntamento di venerdì 5 ottobre al Mise, quando si dovrebbe ufficialmente aprire la nuova gestione targata Az Market.

Ieri confronto con il gruppo calabrese sulla riorganizzazione di bar, pasticceria e panetteria, uno dei nodi più complicati da sciogliere. Dieci lavoratori dovrebbero rilevarne la gestione, organizzandosi in cooperativa e potendo contare anche su un contributo una tantum di 10mila euro. L’opzione, però, continua a non convincere, come emerso anche dalla verifica di ieri a Salerno.

I lavoratori interessati all’operazione non hanno ancora sciolto tutte le riserve: un loro eventuale no potrebbe mettere in discussione l’intero accordo che prevede anche l’opzione dei trasferimenti al Nord e gli esodi incentivati. Anche quest’ultimo capitolo, nonostante il sensibile incremento dell’incentivo (passato da 28 a 40mla euro lordi), sembra aver convinto un numero ancora esiguo di lavoratori.

Az Market, come noto, ha quantificato in circa 50 i lavoratori in esubero. Accettare una delle opzioni alternative previste potrebbe ridurre al minimo i tagli, anche se, al momento, la strada sembra ancora tutta in salita.

Domani, giovedì 4 ottobre, lavoratori e sindacato saranno in assemblea in vista dell’incontro ministeriale. Un ultimo passaggio fondamentale per chiarirsi ulteriormente le idee sulla proposta di Az Market e definire la linea da seguire a Roma, in sede di trattativa.

L’impressione è che i margini di manovra siano ridottissimi, se non quasi inesistenti. Az Market resta l’unica alternativa possibile alla chiusura dell’ipermercato di Contrada Baccanico. Migliorare le condizioni dell’accordo è l’unico obiettivo ancora possibile.

Dopo quasi cinque mesi di sciopero, lavoratori e sindacato si aspettavano un epilogo diverso. Nonostante le tante vertenze aperte con la Coop in diversi stabilimenti italiani, quella di Avellino è rimasta sostanzialmente ai margini del tavolo nazionale. E da soli è sempre più difficile vincere le battaglie. Figuarsi le guerre.