I.I.A.: Invitalia pronta ad entrare in società per sbloccare gli investimenti

I.I.A.: Invitalia pronta ad entrare in società per sbloccare gli investimenti

26 febbraio 2018

Nuova tappa nella Capitale per la vertenza della Industria Italiana Autobus: burian permettendo, è previsto per domani un nuovo confronto sulla questione presso il Ministero dello sviluppo economico. C’è grande attesa per l’appuntamento, già rinviato rispetto alla prima convocazione del 16 febbraio. Rappresentanti sindacali e lavoratori attendono l’ufficialità della notizia che sbloccherebbe gli investimenti necessari alla ripresa produttiva ed occupazionale degli stabilimenti di Bologna e valle Ufita: l’intesa con un partner finanziario che assicurerebbe la liquidità necessaria a completare gli interventi di ristrutturazione e reindustrializzazione.

Dopo il fallimento della trattativa con il fondo QuattroR, il supporto verso il definitivo decollo del progetto di polo unico nazionale di produzione degli autobus potrebbe arrivare ancora da Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa che sarebbe pronta ad affiancare l’attuale proprietà per assicurare solidità e stabilità finanziaria all’attuale compagine. Dopo il contratto di programma sottoscritto con i vertici della società – la Industria Italiana Autobus beneficia di un finanziamento di 17milioni e 800mila euro dei quali 6milioni e 800mila euro a fondo perduto e undici milioni di finanziamento agevolato – Invitalia potrebbe entrare in società. Le parti starebbero lavorando da mesi per trovare un’intesa in tal senso: la trattativa sarebbe in dirittura di arrivo ma né la proprietà dell’azienda, né i vertici dell’agenzia confermano la definizione dell’accordo.

Una conferma ufficiale arriva, per ora, solo dal deputato uscente del Partito democratico, Luigi Famiglietti che, nel corso della sua partecipazione alla rubrica “IrpiniALavoro” della web tv di Irpinianews, annuncia l’accordo tra le parti. E conferma che pure Finmeccanica – entrata in società con una quota del 15% – rimarrà nella compagine nonostante gli accordi iniziali prevedessero una fuoriuscita al prossimo 28 febbraio.