Investire in azioni o obbligazioni? I rischi e quali scegliere

Investire in azioni o obbligazioni? I rischi e quali scegliere

16 giugno 2020

Quando si investe in genere l’obiettivo primario è quello di scegliere il prodotto o lo strumento finanziario non solo più in linea con le proprie esigenze, ma anche tale da garantire la remunerazione attesa. In genere un risparmiatore per far fruttare i soldi, fissato un orizzonte temporale, nella maggioranza dei casi compra azioni oppure obbligazioni, ma quali sono i rischi?

Rischio azioni ed obbligazioni, c’è sempre

Al riguardo c’è da dire che il rischio c’è sulle azioni e c’è pure sulle obbligazioni, ma chiaramente si tratta di titoli che, per caratteristiche, sono diversi. Per semplicità possiamo dire che le azioni sono generalmente più volatili delle obbligazioni, ma storicamente investire nel capitale di rischio di una società quotata rende di più nel lungo termine rispetto ad un titolo obbligazionario.

Il rischio di investire in azioni o in obbligazioni, pur tuttavia, non è legato solo alle oscillazioni giornaliere dei prezzi sul mercato, ma anche alla solidità dell’azienda quotata e dal soggetto che emette le obbligazioni.

Quando le obbligazioni sono più rischiose dei titoli azionari?

Con la conseguenza che, in certi casi, il rischio di investimento si può ribaltare con le obbligazioni che possono diventare più rischiose delle azioni. Per esempio, è meno rischioso investire a Wall Street in una società che fa parte del Dow Jones rispetto invece all’acquisto di obbligazioni emesse da una società che si trova in brutte acque, o di titoli obbligazionari emessi da uno Stato sovrano dove ci sono disordini sociali, instabilità politica, inflazione galoppante e recessione economica. E l’unico modo per tenere tutto sotto controllo è restare sempre aggiornato sulle news di economia leggendole su siti specializzati.

Cosa fare prima di investire? Valutare i rischi caso per caso

Questo per dire che gli investimenti in azioni sono diversi da quelli in obbligazioni, ma in ogni caso il livello di rischio deve essere valutato sempre caso per caso.

Per rendere l’idea, chi acquista obbligazioni in genere lo fa per avere un flusso costante di reddito, attraverso il periodico pagamento delle cedole, ma in realtà sul mercato azionario ci sono titoli solidi che si comportano sostanzialmente allo stesso modo.

Si tratta delle società che rientrano tra i cosiddetti dividendi aristocratici, ovverosia aziende quotate che da anni, spesso da decenni, pagano agli azionisti il dividendo non solo sempre, ma anche in costante ed in progressiva crescita.

Investire in azioni per generare reddito, ecco i dividendi aristocratici

Per esempio, a Wall Street i dividendi aristocratici vengono individuati e selezionati tra le società che fanno parte dell’ampio indice azionario S&P 500. Per definizione i dividendi pagati agli azionisti da una società quotata sono aristocratici quando la cedola ai soci è stata aumentata annualmente per almeno 25 anni.

Per la loro affidabilità di lungo termine nel pagare i dividendi, queste società quotate, agli occhi degli investitori, fanno chiaramente parte di un vero e proprio gruppo elitario in materia di investimenti in azioni. Giusto per fare qualche nome sulla piazza azionaria di Wall Street, tra i dividendi aristocratici figurano società quotate come Coca Cola, Procter & Gamble, 3M, Johnson & Johnson, AT&T, Pepsi Co. e Colgate Palmolive.