L’amore per la musica e l’omaggio ad Avellino, l’intervista a The Ayers

L’amore per la musica e l’omaggio ad Avellino, l’intervista a The Ayers

17 febbraio 2016

Marco Iantosca, cantautore avellinese conosciuto nel panorama musicale con lo pseudonimo The Ayers, si racconta a Irpinianews attraverso la sua passione.

  • Partiamo dalla genesi del tuo percorso. Quando hai capito che l’amore per la musica poteva diventare una professione artistica?

Il mio percorso musicale è nato dalla necessità di esprimere emozioni e pensieri seguendo strade diverse, pur percorrendole in maniera naturale attraverso la musica. Ho avuto diverse esperienze live sia come cantante che come chitarrista, iniziando poi a scrivere testi e musiche più disparate e da qui l’idea di registrarle in studio, per poterle condividere nel modo migliore, oltre che con nuovi live… sempre sotto il nome “The Ayers ” che mi accompagna da un decennio.

  • The Ayers, uno pseudonimo particolare, da dove deriva e qual è il suo significato?

Questo nome deriva da due cose molto diverse tra loro ma con un Ayers in comune…THE AYERS ROCK, la più grande roccia australiana, venerata dagli aborigeni che le attribuiscono più di un significato mistico, e KEVIN AYERS, un grandissimo cantautore e polistrumentista inglese che mi ha sempre affascinato. Essendo per me la musica un perfetto connubio tra la poesia e un viaggio decisi di usare THE AYERS per rappresentare ciò che scrivo e canto. 

  • Qual è il perno semantico delle tue canzoni e a quale sei più legato?

In tutte le canzoni parlo di me, pur facendolo da diversi punti di vista e prospettive. La descrizione di ciò che penso e non riesco realmente ad affermare, che si perde tra le parole, è un concetto cardine della mia scrittura. NASCOSTO DENTRO ME è uno dei brani a cui sono più legato e parla esattamente di questo. L’ispirazione l’ho avuta in un pomeriggio di agosto ascoltando INDIAN SUMMER dei DOORS, ricordo di aver scritto tutto in dieci minuti. Per me è stata un’inspiegabile e disarmante folgorazione e resta l’esempio personale più calzante riguardo la grandezza della musica.

  •   Quanto è cambiato nella tua musica dagli esordi ad ora?

Con il passare del tempo e le diverse esperienze maturate è cresciuto molto anche il tipo di SOUND che cerco di sviluppare…anche se gli stati d’animo e le coincidenze giocano un ruolo fondamentale. I brani che fin qui ho registrato lo testimoniano, poichè pur essendo legati da un filo conduttore sono completamente diversi tra loro. Tutto cambia altrimenti non avrebbe senso scrivere solo per descrivere le proprie emozioni.

  •  Cosa pensi del panorama musicale contemporaneo e delle opportunità (se le ritieni tali) offerte dalla rete e dai talent televisivi? 

Il panorama musicale attuale è del tutto inflazionato, probabilmente lo è sempre stato…ma con l’avvento e lo sviluppo di internet, è sotto gli occhi di tutti. Per i musicisti che hanno tanto da dire servirebbe qualcosa che davvero aiutasse a fare musica, ponendo le basi per una carriera musicale vera. Non ho nulla contro i talent, ma i vestiti di plastica bruciano in fretta e ci si ritrova peggio di quando si era partiti.

  •  In questo momento sei impegnato in qualche progetto?

Attualmente sto lavorando anche come autore per altri artisti, e per la realizzazione della web serie THE LIGHT SIDE OF THE MOON, dove mi occupo principalmente della regia e delle musiche anche se interpreto un musicista che (stranamente) si chiama THE AYERS! L’uscita è prevista per febbraio.

  •  Con il brano “Piove per te” hai realizzato il tuo primo videoclip musicale, ambientato ad Avellino. Ti va di raccontare qualcosa su questa esperienza?

È stata un esperienza molto divertente e ricordo con piacere tutti gli amici che ci hanno sostenuto durante le riprese, permettendomi di omaggiare la nostra Avellino…destino assurdo con una canzone che si chiama PIOVE PER TE!!! Il videoclip è stato realizzato con lo staff di THE LIGHT SIDE OF THE MOON e con la regia di MAURIZIO VENTURIERO. Sono contento che malgrado la canzone non corrisponda a prototipo commerciale (durando cinque minuti e non tre….con il primo ritornello dopo oltre due minuti e non 40 secondi!!!) stia ricevendo diversi apprezzamenti e visualizzazioni sul canale Youtube. Lo scopo della musica indipendente è appunto quello di condividere qualcosa di diverso e per nulla legato a schemi preconfezionati ben lontani dalla libertà di espressione oltre che dall’arte.

  •  Progetti futuri?

A breve sono previsti diversi live, avrò il piacere di suonare in Venezuela a febbraio, e per concludere con l’estero a settembre sono stato invitato ad un festival indipendente in Francia. In primavera mi dedicherò alla realizzazione di altri due videoclip musicali oltre che alla web serie The light side of the moon. 

  • A parte la web serie prossima all’uscita, la tua agenda è proiettata all’estero. In uno dei tuoi brani, “La tua voce sulla pelle” canti: “Non c’è più un domani, ed è un momento per andare via”. È una fuga voluta o obbligata?

Credo che una fuga non sia quasi mai voluta, in ciascuno di noi regna l’eterna lotta tra il desiderio di restare e quello di andare via…per resistere a questa contraddizione mi affido alla musica. È lì che investo la fantasia mescolandola a un’infinità di emozioni che mi consentono di andare OLTRE per poi ritrovarmi.

  • Se potessi chiudere questa intervista con una citazione tratta da uno dei tuoi testi, quale sceglieresti?

La mia citazione è un invito all’ascolto e alla scoperta, ho tanto da dire attraverso la musica e spero che il pubblico me ne darà la possibilità: “Nascosto dentro me c’è un mare che non sai”.

 

a cura di Chiara Rubino