Inquinamento ‘Sarno’: verità che scottano. Parla Flammia

20 maggio 2005

SOLOFRA – Inquinamento del fiume Sarno e ‘verità’ che scottano e non poco: è il più inquinato d’Europa, sconta l’inciviltà di chi sversa su sponde, argini, alvei, rifiuti di qualsiasi natura (“E’ stato riscontrato uno sversamento di rifiuti di qualsiasi natura su sponde, argini e negli alvei del fiume. Il tutto dovuto a comportamenti incivili e gravi situazioni di illegalità, si legge in una nota indirizzata dal commissario Jucci alle Procure della Repubblica di Avellino, Napoli, Salerno, Torre Annunziata, Nocera Inferiore e Superiore, ai Questori, ai Comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri, ai Comandanti provinciali del Corpo Guardia di Finanza, alle Province di Avellino, Napoli e Salerno, al Corpo Forestale dello Stato e alle sedi provinciali, alle sedi regionali di Wwf, Italia Nostra e Lega Ambiente). Un bacino idrografico che deve essere necessariamente dragato per la salute del territorio che lambisce. Un fiume, i cui liquami ‘velenosi’ – due milioni di metri cubi – dovranno essere depositati in un’area di 15mila metri quadrati. E’ in parte quanto è venuto fuori dall’intervista rilasciata dal senatore Angelo Flammia prima dell’incontro che si svolgerà questa a Palazzo Orsini sul tema “Lo sviluppo del distretto industriale e la difficile convivenza con l’emergenza socio economica ambientale del fiume Sarno. Angelo Flammia definisce la condizione del Sarno, “triste”. Un lungo excursus dove l’esponente della Quercia non manca di mettere in luce le difficoltà nel trovare una soluzione: “Servono: tempo, soldi e determinazione”. La sua un’analisi dettagliata di chi conosce il problema nella sua profondità. Diversi i sopralluoghi nel corso dei quali “è stato riscontrato che l’inquinamento è maggiore nel basso Sarno piuttosto che nella zona di Solofra, Montoro e Mercato San Severino. Lì ci sono i depuratori, anche se è pur vero che non funzionano alla perfezione. Ma ci sono”. Troppe le fonti che determinano l’impatto ambientale. Tra queste le fabbriche che producono ceramica”. Ad oggi non solo parole ma anche fatti. “Il commissario Jucci sta lavorando. Ci ha annunciato che entro tre mesi saranno appaltate 32 gare per la creazione di fognature. 39 i Comuni del bacino del Sarno interessati”. Tra constatazioni e non, Flammia pone interrogativi che fanno riflettere. “I milioni di metri cubi di fango dove saranno depositati? E’ un problema davvero colossale che deve trovare la sua soluzione attraverso una politica congiunta tra sindaci e parlamentari”. Una sinergia necessaria. “Bisogna capire in primis di che tipo di fango si tratta; sostenere i lavori per creare le fognature; portare a termine i progetti della depurazione. Una volta eliminate le cause di inquinamento civile ed industriale, passare all’intervento del dragaggio, e poi alla individuazione delle discariche”. Dichiarazioni che portano a galla problemi antichi: depurazione “assente” e in alcuni casi, “poco funzionante”; la volontà di correre ai ripari ora che forse … è troppo tardi ( di Teresa Lombardo)