Inquinamento del Torrente Barra, Legambiente presenta esposto in Procura: “Ora legalità”

Inquinamento del Torrente Barra, Legambiente presenta esposto in Procura: “Ora legalità”

27 aprile 2016

Ancora nessuna risposta in merito alla vicenda denunciata due settimane fa dal circolo di Legambiente “San Michele di Serino” per l’inquinamento delle acque del Torrente Barra.

I liquami giunti nel tratto del torrente Barra che compete il comune di San Michele di Serino continuano a far danni alla fauna e alla flora presente. Anche lo stato del Parco Acquatico di via Augello, che ha finito per raccogliere la maggiore quantità di liquami non meglio identificati, è il medesimo dello scorso 7 aprile.

Nonostante i nuovi interventi dei Carabinieri di Serino e dell’Arpac, allertati proprio da Legambiente, visto il troppo pieno del laghetto in questione che rischiava di far defluire acque sporche ed inquinate nel fiume Sabato, nessuna azione significativa e tendente ad accertare la natura dello sversamento e le conseguenti responsabilità è stata messa in campo.

Di qui l’iniziativa del circolo ambientalista di chiedere, con un esposto, l’intervento della Procura della Repubblica di Avellino, nella speranza di fare chiarezza sui fatti.

Al momento, infatti, non si conosce con precisione l’origine degli scarichi, né si è riusciti a stabilire con chiarezza se tale sversamento stia continuando o sia stato fermato. Le piogge dei giorni scorsi hanno soltanto in apparenza fatto migliorare la situazione, di fatto spostando un po’ in avanti i reflui di fogna. Basta però avvicinarsi al tratto del Torrente di via Nocelleto per accorgersi che la situazione è la medesima. Senza dimenticare che attualmente il fondo del laghetto risulta ancora pieno dei suddetti liquami.

Inoltre non è dato sapere se lo sversamento sia stato fermato, se si è tratto di un fatto isolato dovuto ad un guasto o se ce possibilità che i liquami stiano ancora confluendo nel torrente.

Confidiamo nella magistratura e nelle forze dell’ordine per ristabilire la legalità e attribuire le reali responsabilità dei gravi fatti accaduti.

 


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