Iniziano a cedere i Pooh: l’addio di Stefano D’Orazio

16 aprile 2009

Dopo 38 anni il batterista Stefano D’Orazio lascia i Pooh. Lo rende noto l’ufficio stampa del gruppo precisando che prima però l’artista parteciperà ad un ultimo tour con i suoi compagni, in calendario dal 24 luglio. D’Orazio firma con il resto della band (Dodi Battaglia, Red Canzian e Roby Facchinetti) anche il nuovo disco in uscita l’8 maggio. Quello di Stefano D’Orazio è un addio sereno, lontano dalle clamorose rotture tipiche delle band di successo del rock e del pop, ma in perfetto stile Pooh. D’Orazio faceva parte della band dai primi anni ’70 quando aveva sostituito alla batteria Valerio Negrini, fondatore, paroliere e poi quinto componente occulto del gruppo. Aveva già una buona fama nella scena romana dove si era fatto conoscere con i Naufraghi. Romano, simpatico, storico organizzatore di feste di Capodanno, Stefano D’Orazio ha vissuto la stagione d’oro dei Pooh accompagnando l’evoluzione da band pop in una vera propria azienda. Chi conosce la storia dei Pooh sa che Dodi Battaglia, Red Canzian e Robi Facchinetti si sono equamente divisi i compiti nella produzione, nella composizione, nella gestione aziendale e nelle pubbliche relazioni. A D’Orazio è stato affidato il compito del marketing e della promozione. Come batterista sarà ricordato tra l’altro per i set spettacolari con doppia cassa, un gran numero di tom e di piatti, un modo di stare sul palco diventato proverbiale è uno degli elementi tipici dei concerti dei Pooh. La band di Piccola Ketty, Pensiero, Tanta voglia di lei e Chi fermerà la musica, rimane un fenomeno a parte nella canzone italiana, uno dei pochi casi di gruppo che ha saputo mantenere invariato il successo in 40 anni di carriera, mantenendo sempre molto stretto il rapporto con i fan e un posto di primo piano nella classifica di vendita. Una formula che concilia l’abilità vocale dei quattro con una tipica cantabilità italiana e suoni e produzioni figlie dell’epoca d’oro del Progressive, la stagione in cui le tastiere, gli arrangiamenti di matrice classica, gli effetti speciali e i mega allestimenti sono diventati un classico dei concerti dal vivo. Di questa avventura Stefano D’Orazio è la memoria storica, l’uomo a cui sono affidati i ricordi della band anche in chiave ironica. La sua decisione di lasciare la band è maturata nel tempo e viene gestita senza spigoli e strascichi e tanto che è già pronto un nuovo album e il tour in cui il batterista romano saluterà il suo pubblico e la professione di musicista in tournee, portandosi dietro un numero di concerti, produzioni ed eventi che hanno pochi confronti tra i colleghi italiani. Oltre ai tanti successi, ai concerti in tutto il mondo, D’Orazio ha in bacheca anche una vittoria al Festival di Sanremo con Uomini soli, quando, come racconta lui stesso, nel timore che venissero usate basi pre-registrate all’epoca vietate dal regolamento, furono perquisite le tastiere dei Pooh.