Infanticidio Siena/ Dopo 4 mesi la svolta: la 19enne di Atripalda partorì da sola nella sua camera del convitto

25 marzo 2005

Atripalda – Dopo quattro mesi dall’infanticidio di Siena, ieri sono stati depositati i risultati della perizia eseguita sul neonato rinvenuto cadavere in una borsa il 26 novembre 2004. La consulenza, chiesta dal Pubblico Ministero Alessandra Chiavegatti investita della tragedia, è stata depositata in Procura ma non è stata ancora notificata al legale dell’infanticida, l’avvocato Giancarlo Freda. Intanto le indagini proseguono al fine di ricostruire la verità dei fatti. Il macabro ritrovamento risale alle 8.45 di giovedì 25 novembre: a “tradire” Veronica è stato il fetore che proveniva dal suo armadio e che ha portato le inservienti del convitto femminile a fare la scoperta al momento delle pulizia della stanza. È così scattato l’allarme alla Polizia che, avuta l’identità della giovane, si è mobilitata per contattarla via telefonino, fermandola poi – su indicazioni della stessa – alla stazione ferroviaria di Chiusi. Stazione che era stata raggiunta con un bus da Siena, da dove, forse, la studentessa stava partendo per tornare a casa, ad Atripalda. Il cadaverino, in un avanzato stato di composizione, era avvolto in una busta di plastica e messo dentro una valigia che la 19enne aveva nascosto nell’armadio della sua camera. Sono state ascoltate anche le sue colleghe di convitto e di studio: l’hanno descritta come una ragazza normale e nessuna sapeva che aspettava un bambino. Lei non l’aveva confessato ad anima viva. Alle amiche che avevano notato certe rotondità aveva risposto solo che era un po’ ingrassata.