Industria Italiana Autobus, la Rsa annuncia la protesta a Palazzo Chigi: “Governo come Ponzio Pilato”

Industria Italiana Autobus, la Rsa annuncia la protesta a Palazzo Chigi: “Governo come Ponzio Pilato”

9 giugno 2017

“Un modo per pulirsi la coscienza e prendere tempo il governo lo ha trovato. Ha consegnato nelle mani dell’ennesima coppia titolare del MISE, il ministro Calenda e la vice Bellanova, il lavoro incompiuto che l’allora viceministro De Vincenti, mettendo in campo tutte le sue energie, aveva iniziato” – così la Rsa di Industria italiana Autobus, in una nota ufficiale inviata agli organi di stampa, che annuncia la mobilitazione dei lavoratori a Roma. 

“Al fine di risolvere la vertenza – prosegue la nota – si era infatti adoperato a creare un polo del trasporto pubblico locale, facendo convergere la ex-Irisbus e la ex-Bredamenarinibus in I.I.A. Operazione riuscita a metà, mancando ancora, ad oggi, la creazione delle condizioni affinchè I.I.A. possa essere pienamente operativa e camminare con le proprie gambe”.

“L’ex Premier Renzi, come spot elettorale, millantava di aver risolto tutti i guai in cui la Fiat, delocalizzando la produzione di autobus all’estero, ci aveva lasciato. Purtroppo per noi, niente c’era di più falso. Il Presidente Gentiloni è stato sollecitato da più parti, in questi giorni, affinché ci conceda un incontro perché non c’è più tempo, e perché dopo le gare bandite da Busitalia e Consip la I.I.A rimane al palo. Resta a guardare i costruttori stranieri, aggiudicarsi la stragrande maggioranza di commesse che andranno a produrre fuori dai confini italiani”.

“Ciò che emerge con forza – si legge ancora – è che senza tutele per le aziende che producono in loco, lo sforzo del governo, fatto con denaro pubblico ed a cui va il merito di aver stanziato cospicue somme, per riammodernare il parco autobus più vetusto d’Europa, andrà a portare lavoro in stati esteri.

“Beh, che dire, viva il made in Italy che la viceministro Bellanova diceva di voler tutelare. Ma il tempo purtroppo è scaduto, e le scadenze vanno rispettate. Ecco perché, se entro la settimana prossima non arriva la convocazione, saremo costretti a scendere di nuovo in piazza. Da Flumeri e da Bologna, partiranno autobus con a bordo centinaia di lavoratori e lavoratrici, che manifesteranno sotto Palazzo Chigi, fino a quando il presidente del consiglio Gentiloni, non ci riceverà. Le promesse sono debiti e i debiti si pagano”.