Incidente A/16, insorgono i sindacati della Polizia Penitenziaria

23 novembre 2010

Avellino – “Sotto organico, non retribuiti degnamente, straordinari e missioni non pagate, mezzi di trasporto detenuti a dir poco inidonei per l’uso a circolare tra le strade della Nazione: in queste condizioni non si può adempiere ai compiti Istituzionali nella piena efficienza ma lo si fa con la forza dello spirito di appartenenza e con il proprio portafoglio”. Lo riferisce una nota di Attilio Russo del Sappe di Avellino, circa l’incidente di oggi sull’A/16 che ha visto coinvolto un mezzo della Polizia Penitenziaria. “Solo per caso non si è avuta la peggio – continua Russo – Massima solidarietà e vicinanza alle famiglie ed ai colleghi oggetto dell’incidente i quali, a tali condizioni, effettivamente si affidano alla sorte quando escono in traduzione, non sapendo se effettivamente, come del caso, riescono a rientrare nel proprio nucleo familiare”.

Così anche Eugenio Sarno della Uil Penitenziari: “Abbiamo perso il conto delle volte che, soli ed inascoltati, abbiamo denunciato le condizioni di usura, degrado e pericolosità degli automezzi in dotazione alla polizia penitenziaria. Purtroppo invece di approfondire e verificare le nostre denunce si è preferito volgere lo sguardo altrove. Ipocritamente le nostre preoccupazioni allarmate sono state rubricate come rottura di scatole. Abbiamo detto, e lo ripetiamo, che la gran parte degli automezzi in uso alla polizia penitenziaria se fossero in uso a privati cittadini sarebbero oggetto di fermo amministrativo. Manutenzioni scadute , revisioni non effettuate ed altissimi chilometraggi. Al Capo del Dipartimento e al Ministro Alfano ripetiamo che in queste condizioni non è possibile andare avanti. Forse è giunta davvero l’ora di incrociare le braccia e rifiutarsi di partire senza adeguate condizioni di sicurezza. Oltre a scorte endemicamente sottodimensionate non si ha nemmeno la certezza di arrivare vivi alle destinazioni”.


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