Inchiesta Welfare, sei anni per Caracciolo e Iannace

Inchiesta Welfare, sei anni per Caracciolo e Iannace

31 marzo 2016

Sei anni di reclusione (con pena indultata di tre anni) e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici.

Questa la sentenza pronunciata dal collegio presieduto dal presidente Rescigno a carico dell’ex primario del reparto di Chirurgia Generale del Moscati Francesco Caracciolo e del direttore della Breast Unit, nonché consigliere regionale per la lista De Luca Presidente, Carlo Iannace.

LEGGE SEVERINO – Per Iannace, esponente della maggioranza in Regione, il presidente del tribunale ha disposto la trasmissione degli atti alla prefettura di Napoli per la sospensione secondo legge Severino. 

Al suo posto potrebbe entrare nel parlamentino regionale Francesco Todisco, primo dei non eletti della stessa lista di Iannace. 

Sono 8 i capi di imputazione a carico dei due indagati.

L’accusa principale è quella di aver falsificato le cartelle cliniche: un giro di operazioni di chirurgia estetica spacciati, secondo l’accusa, come interventi ordinari e per i quali l’azienda avrebbe incassato rimborsi non dovuti e i medici i relativi premi di produttività e una serie di falsi ricoveri in day hospital.

Sia per Iannace che per Caracciolo i pm avevano chiesto una condanna ad otto anni di reclusione.

I legali di Iannace starebbero già lavorando per poter ricorrere contro la sospensione dal Consiglio Regionale. “Da un punto di vista giuridico – ha detto l’avv. Iorio – credo che questa sentenza non mette in pericolo la carica di consigliere personale da parte di Carlo Iannace perché i reati non rientrano in quelli previsti dalla Legge Severino”.


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