Incarico Santaniello in Regione, dura critica di Monfefusco e Sanfilippo

Incarico Santaniello in Regione, dura critica di Monfefusco e Sanfilippo

20 aprile 2016

Di seguito la nota congiunta di Roberto Montefusco, Coordinatore cittadino SEL Avellino, e Nino Sanfilippo, Portavoce Comitato Possibile “Anna Lindh”, Avellino:

A proposito dell’incarico ricevuto, come appreso dal Burc del 18 aprile 2016, dall’ing. Roberta Santaniello, Presidente provinciale del Pd, come dirigente dell‘ “Ufficio di interfaccia con il dipartimento delle politiche territoriali nelle materie dei lavori pubblici e protezione civile”, sono a nostro avviso necessarie alcune valutazioni.

Intanto, senza entrare nel merito delle competenze professionali dell’ing. Santaniello, e fatta salva la legittimità dell’incarico ricevuto, ci chiediamo se fosse proprio necessario ed opportuno attribuire un incarico dirigenziale, per chiamata diretta, ad una persona impegnata nella recente tornata elettorale in una lista a sostegno del Governatore De Luca, e che attualmente ricopre funzioni di primo piano nel Partito Democratico irpino.

Potrebbe, dunque, venire il legittimo sospetto che l’impegno elettorale non sia un momento di gratuito slancio e passione civile al servizio di una comunità, ma il passo necessario per successive compensazioni.

Ci chiediamo come possa essere garantita la necessaria “terzietà” ed indipendenza della politica e dei partiti dalle Istituzioni quando si determinano meccanismi di cooptazione di dirigenti di partito nelle strutture dirigenziali delle Istituzioni stesse.

Per ultimo, ma non meno significativamente, in un tempo di drammatica difficoltà per intere generazioni, alle prese con disoccupazione, precarietà, lavoro sottopagato, in una terra che conosce ogni giorno spopolamento ed emigrazione, ci chiediamo quale messaggio dia chi pure in campagna elettorale ha fatto appello al voto e alla mobilitazione delle nuove generazioni, ai giovani irpini, in termini di trasparenza, meritocrazia, accesso democratico a ruoli e funzioni nella pubblica amministrazione.

Il rischio è che si alimenti ancora di più la disaffezione verso la politica, l’associazione tra impegno politico e la ricerca di una via privilegiata nel soddisfacimento di interessi personali.

Messaggi sbagliati e pericolosi, tanto più che giungono da chi affermava di battersi per il cambiamento della politica, per il riscatto di questa terra, e per dare una reale speranza a chi, forse temerario, decide di fare dell’Irpinia il territorio nel quale costruire il proprio futuro.


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