Immigrazione, Morano a Roma con Souad Sbai: “Subito una legge per il monitoraggio obbligatorio”

Immigrazione, Morano a Roma con Souad Sbai: “Subito una legge per il monitoraggio obbligatorio”

1 dicembre 2017

Oggi, a Roma, presso il Senato della Repubblica, nelle sale dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, si è svolto il convegno “Immigrazione e il pericolo del jihadismo della fratellanza islamista”.

L’incontro, organizzato dal Centro Culturale Averroè, si è aperto con l’intervento di Stefano Amodio, docente di Psicologia Generale e del Lavoro presso l’Università La Sapienza di Roma, che ha spiegato i meccanismi di reclutamento e radicalizzazione degli estremisti islamici, con particolare attenzione a quello che succede in Italia.

Paolo Diop, dirigente del Movimento Nazionale per la Sovranità di origini Senegalesi, ha preso la parola per mettere in guardia dai pericoli rappresentati dalla proposta sullo Ius Soli, specificando che nessuno ha il diritto di essere Italiano. «La cittadinanza –ha tuonato Diop- bisogna guadagnarsela. Io sono l’esempio di come l’italianità è innanzitutto una scelta culturale frutto di un percorso di formativo. Il business dell’immigrazione è spietato, per questo ho fondato un’associazione per creare lavoro in Segal per i giovani».

Presente al tavolo anche Simone Di Meo, il giornalista partenopeo reso celebre dalle sue inchieste sulla camorra, che ha raccontato delle vicende legate all’estremismo islamico in Campania e in particolare la storia tristemente nota di Fatima, la ragazza di Torre del Greco che ha scelto di partire e combattere nelle file dell’Isis. «Il fenomeno migratorio –ha spiegato Di Meo- è da considerarsi una sorta di “infusione” culturale che se non controllata può essere molto pericolosa: ho notizie di famiglie indigenti napoletane che si convertono in cambio di aiuti economici. Esiste una fitta rete web di reclutatori che cercano ragazzini per la guerra santa».

A seguire, il consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Alessandro Sansoni, ha tenuto una dettagliata panoramica sulla situazione geopolitica del Mediterraneo, ponendo l’accento sull’inadeguata politica estera italiana ed europea che troppo spesso induce i vari gruppi politici a dipendere da finanziamenti provenienti dai paesi islamici.

Da queste premesse è partita la proposta di Sabino Morano, presidente di Primavera Irpinia, che spinge verso la digitalizzazione elettronica per il ferreo controllo del flusso di migranti nei centri di accoglienza. «Il pensiero debole occidentale  -ha chiarito Morano- col tempo ha finito per creare una società priva di identità e incapace di avere i necessari anticorpi culturali agli estremismi di importazione. È inconcepibile che lo Stato non riesca ad avere il controllo sul numero e l’identità degli ospiti dei centri di accoglienza. È necessario, quindi, dotarsi di un database nazionale collegato a rivelatori di impronte digitali posti all’interno di ogni singolo centro di accoglienza, in modo da poter monitorare continuamente presenze e spostamenti dei migranti sul suolo nazionale».

Le conclusioni dei lavori della sessione sono stati affidati all’on. Souad Sbai che oltre a farsi carico delle numerose sollecitazioni dei relatori ha manifestato una forte consapevolezza del problema rappresentato dalla “fratellanza musulmana”, definita la cabina di regia del terrorismo internazionale. «Anche in Italia –ha chiosato la parlamentare- la pericolosa organizzazione è particolarmente attiva. Negli ultimi anni dopo la resistenza popolare alle primavere arabe, i fratelli mussulmani hanno concentrato i loro sforzi in occidente. Occorre essere attenti e non abbassare la guardia di fronte a questa minaccia».