Il torrone d’Irpinia, origini del dolce immancabile delle feste natalizie

Il torrone d’Irpinia, origini del dolce immancabile delle feste natalizie

30 Dicembre 2015

In Irpinia la tradizione legata alla produzione del torrone è antica e illustre. E nel corso dei secoli si tramanda di generazione in generazione per offrire sempre un prodotto che è la massima espressione dell’arte dolciaria territoriale.

L’etimologia del termine “torrone” è molto discussa, anche se molti lo fanno risalire al verbo latino “torreo” che significa “tostare”, “abbrustolire”, con chiaro collegamento alla tostatura di nocciole e mandorle. Ma è diffusamente comprovato che vanta origine romana il prodotto che può essere considerato l’antenato del torrone, in Irpinia noto come “ ‘a Cupeta”.

Come da testimonianze di alcuni scritti dello storico Tito Livio e del poeta Marco Valerio Marziale, con il termine latino “Cupedia” si usava indicare una pasta di nocciole e miele, molto gradita già in tempi tanto remoti. Da ciò l’appellativo di “cupetari”, termine con il quale venivano chiamati i venditori ambulanti di torrone, divenuti famosi e apprezzati in tutto il mondo per la loro rinomata capacità artigianale di produrre innumerevoli tipologie di torrone, ancora oggi vanto per la Campania, tipico dolce natalizio e prodotto venduto durante le fiere di paese e le feste patronali.

In Irpinia, a partire dagli inizi del Novecento, “ ‘a Cupeta” ha deliziato i palati dei tanti pellegrini che raggiungevano a piedi il Santuario di Montevergine. Questa tradizione, con il trascorrere del tempo, si è consolidata nella cultura dolciaria dell’area di Ospedaletto d’Alpinolo. La sua notorietà in questa zona trae infatti origine dall’antico rito della “Juta a Montevergine”, la processione della Candelora che si sviluppava lungo il sentiero che porta fino a “Mamma Schiavona”, durante il quale i tanti pellegrini, tra l’altro, trovavano ristoro lungo il percorso dove erano presenti, e tutt’ora lo sono, laboratori artigianali di produzione dolciaria. E lì consumavano anche bontà dolciarie: prima tra tutte il torrone.

Le altre due aree molto rinomate per la sua produzione sono quella di Dentecane e quella di Venticano, situate nell’area nordorientale dell’Irpinia. Anche in questo caso le origini della produzione delle diverse aziende dell’area sono molto antiche e il risultato è un prodotto da sempre molto apprezzato e molto conosciuto in Italia e nel mondo.

Sempre tra i torroni della tradizione locale sono da annoverare, inoltre, lo “spantorrone di Grotta”, tipico pan torrone molto friabile al taglio, e lo “spantorrone di castagne” della zona di Montella, Bagnoli e Cassano Irpino, arricchito dalla farcitura a base di castagne.

La ricetta originaria del torrone prevede come ingredienti di base: miele, bianco d’uovo, nocciole e mandorle sapientemente miscelati. Ma ad oggi in Irpinia la produzione è davvero molto varia e ampia tra coperture, farciture, formati, nelle varianti di torroni morbidi, duri e pantorroni.


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