Il teatro accende i riflettori su ‘Deportati’ alla Stazione ferroviaria di Avellino

Il teatro accende i riflettori su ‘Deportati’ alla Stazione ferroviaria di Avellino

16 aprile 2018

Domani, martedì 17 aprile, a pochi mesi dalla Giornata della Memoria, nella Stazione Ferroviaria di Avellino alle ore 11:00 si accenderanno i riflettori, oltre che un momento di profonda riflessione, su “Deportati”.

Si tratta del teatro itinerante della Compagnia della Città & Fabbrica Wojtyla di Caserta, promosso con l’Assessorato ai Fondi Europei, Politiche Giovanili, Cooperazione Europea e Bacino EuroMediterraneo della Regione Campania in collaborazione con RFI.

La rappresentazione, già evento nelle stazioni di Napoli Centrale, Napoli Campi Flegrei e Caserta, sarà replicata ancora nelle stazioni di Benevento e Salerno e conclusa nella stazione di Mergellina nel mese di maggio e mira a trasformare per pochi minuti le stazioni ferroviarie campane da luogo di passaggio in originale, intima e profonda opportunità di incontro e aggregazione.

I giovani hanno ancora qualcosa da dire al mondo, ad un mondo che li spaventa perché permette ancora che qualcuno, bianco o nero che sia, agisca in nome di logiche disumane, che dei folli diventino giustizieri, che si formino baby-gang che seminano il panico nella quotidianità di una società in piena crisi esistenziale che non riesce mai a cambiare qualcosa.

Ma spesso questi giovani non sono oggetto di servizi giornalistici o televisivi, mentre proprio loro dovrebbero avere strumenti reali per parlare, proprio loro dovrebbero essere ascoltati, più dei politici, più dei professori, più dei giornalisti e dei giustizieri, perché sono i giovani il futuro del mondo.

Deportati’ è una occasione per ascoltare la loro voce: è un simbolico processo a porte aperte in cui “difesa” e “accusa” si affrontano nell’emblematico confronto tra chi nega l’Olocausto e chi afferma che è stata la pagina di storia più aberrante della nostra civiltà.

La circostanza dello spettacolo – garanzia assoluta di riflessione collettiva – sarà prova della volontà, se ancora esiste, di una piena convergenza tra cittadini ed istituzioni: perché il dovere di partecipazione di tutti è la sola compatta dichiarazione di unità possibile davanti ai drammi dell’umanità.