Il sogno di Naby e Lamin: da immigrati a calciatori del Mercogliano

Il sogno di Naby e Lamin: da immigrati a calciatori del Mercogliano

20 dicembre 2015

Appena qualche settimana fa vi abbiamo raccontato di Sanna Conteh, che “sognando Pirlo” si è imbarcato su uno dei tanti barconi della speranza, da Tripoli a Lampedusa, fino a giungere in Irpinia, più precisamente all’Audax Cervinara, nel campionato di Promozione, per poter realizzare quel suo desiderio di vivere di calcio.

Oggi è la volta di Naby Sounah e Lamin Ceesay, che dopo varie peripezie burocratiche hanno finalmente ottenuto il permesso di soggiorno e risiedono in una delle tante strutture tra Mercogliano e Monteforte. Ma non è finita qui, perchè appena ottenuto l’agognato permesso, i ragazzi hanno anche firmato un contratto dilettantistico con la società dell’Asd Città di Mercogliano, compagine militante in Seconda Categoria. Solidarietà ed integrazione: questo il progetto della compagine mercoglianese, ma come spiega lo stesso direttore sportivo Giuseppe Salvio, i due africani sono stati tesserati soprattutto per le proprie abilità in campo. Lo stesso dirigente del club ha aggiunto che non teme episodi spiacevoli di razzismo per i due.

La storia dei ragazzi è davvero travagliata, Naby, guineano, è stato anche arrestato appena giunto in Libia, ci ha messo venti giorni per arrivare in Italia, due dei quali passati in mare, prima di essere recuperato dalla marina italiana.

Lamin arriva dal Gambia e ha vent’anni. Lui per arrivare nel Bel Paese ci ha messo cinque mesi, tra Senegal, Mali e Libia. Il suo idolo è Pogba e chissà se un giorno riuscirà a vestire proprio la maglia bianconera del suo totem sportivo.