“Il ricorso è inammissibile”, il Tar boccia Ciampi e i 5 Stelle. Legittimo l’esito del primo turno

“Il ricorso è inammissibile”, il Tar boccia Ciampi e i 5 Stelle. Legittimo l’esito del primo turno

3 ottobre 2018

Marco Imbimbo – Il Tribunale amministrativo boccia il ricorso presentato dal sindaco Ciampi e alcuni candidati del Movimento 5 Stelle, confermando di fatto l’esito elettorale del primo turno.

“Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, previa estromissione dell’Ufficio Centrale Elettorale evocato in giudizio, dichiara il ricorso inammissibile“. E’ questo il responso, mentre le ragioni saranno esposte nelle motivazioni.

A presentare il ricorso lo scorso 10 agosto erano stati, oltre al sindaco Ciampi, anche i candidati al consiglio comunale Arnaldo Fabio D’Alessandro, Lorenzo Ridente, Rita Sciscio, Cinzia Zeccardo, Mara Fiore, Carmela Carullo, Francesco Corbo, Stefania Guarino, Ferdinando Picariello, Maria Antonietta Gimelli, Jean Pierina D’Argenio, Donatella Buglione, Alessandro D’Archi, Gianluca Forgione e Vincenzo Spagnuolo.

Un ricorso presentato contro il Comune di Avellino, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito in giudizio; Ministero dell’Interno, Ufficio Territoriale del Governo di Avellino, Ufficio Centrale Elettorale per le elezioni, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Salerno.

Scopo del ricorso era quello di rivedere l’esito elettorale del primo turno provando a far scendere sotto al 50% la percentuale di voti ottenuta dalla coalizione di Nello Pizza. Secondo i 5 Stelle ci sarebbero stati dei voti attribuiti erroneamente alla coalizione di centrosinistra. Se il ricorso fosse stato ammesso, sarebbe scattata la ri-verifica delle schede nelle sezioni indicate nel ricorso (42 su 72 totali) per verificare eventuali errori nell’assegnazione dei voti.

Secondo i 5 Stelle i voti erroneamente assegnati sarebbero stati poco più di 750. Un numero sufficiente, se rettificato, a far scendere la coalizione di Pizza sotto al 50% (precisamente 49,74%), quanto basta per far scattare il premio di maggioranza ai 5 Stelle, usciti vittoriosi al ballottaggio. Di conseguenza sarebbe stata stravolta anche la composizione del Consiglio Comunale con ben 15 consiglieri che avrebbero dovuto lasciare il posto per l’ingresso di altrettanti consiglieri pentastellati.

Come ricorda il pronunciamento del Tar, nel ricorso si chiedeva

“l’annullamento

– del verbale delle operazioni dell’Ufficio Elettorale Centrale pubblicato il 12 luglio 2018 recante proclamazione degli eletti alla carica di “consigliere comunale del Comune di Avellino”, a seguito delle elezioni (primo turno/ballottaggio) svoltesi in data 10 – 24 giugno 2018 nella parte in cui – in ragione della percentuale di voti validi (51,80%) conseguiti dalle sette liste collegate al candidato Sindaco n. 4 (signor Pizza Nello) – risultano (erroneamente) assegnate alle stesse, n. 18 seggi consiliari complessivi;
– di ogni atto e/o provvedimento antecedente, conseguente e/o, comunque, connesso a tale verbale ed in particolare, del verbale delle operazioni dell’Ufficio Centrale dell’11 giugno 2018 nonché i verbali di scrutinio delle sezioni elettorali nn. 1, 7, 11, 12, 13, 15, 16, 17 18, 19, 22, 23, 24, 25, 26, 30, 31, 33, 35, 36, 37, 39, 40, 41, 42, 43, 45, 46, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55, 56, 58, 59, 60, 61 e 68 e di ogni ulteriore atto esecutivo di attestazione o ratifica della detta proclamazione:
nonché la declaratoria di correzione dell’ordine di assegnazione dei seggi con contestuale attribuzione alla lista n. 1 – collegata al candidato Sindaco n. 1 (Vincenzo Ciampi) del 60% dei seggi (per un totale di 20 su 32) in virtù della previsione (c.d. premio di maggioranza) di cui all’art. 73, comma 10, secondo periodo, del d.lgs. n. 267/2000 (T.U.E.L.)”.

Un’operazione non riuscita perchè il Tar ha considerato inammissibile il ricorso presentato. Si andrà avanti, dunque con il Consiglio Comunale attuale senza alcuna modifica e rimarrà intatto l’effetto anatra zoppa.