Il Poz: “Mi avete regalato ciò che sognavo, vi auguro lo scudetto”

16 maggio 2008

Avellino – Non bastava la qualificazione in Eurolega a rendere indimenticabile la notte del “Del Mauro”. Il parquet del palasport avellinese è infatti stato teatro dell’ultimo commovente e indimenticabile atto della carriera di Gianmarco Pozzecco. Mancavano 3 minuti e 46 secondi alla fine infatti quando Sacchetti ha richiamato in Panchina l’ex play di Bologna e della nazionale. Spontanea, è immediatamente partita una standing ovation lunga e partecipata. Tutti, dagli arbitri ai giocatori delle due compagini passando per i coach Boniciolli e Zorzi, hanno voluto rendere un sentito omaggio al genio del ‘Poz’ che, indipendentemente dai suoi valori cestistici, ha rappresentato e rappresenta tutto ciò che di bello e di sano c’è nello sport. “Ringrazio la gente di Avellino perché era sin da bambino che sognavo una fine così – ha dichiarato Gianmarco – da quando ho iniziato a giocare a pallacanestro più che i titoli e il palmares desideravo rimanere nel cuore della gente, giocando per divertire e divertirmi. Onestamente speravo di chiudere a Capo d’Orlando, ma certamente l’eccezionale pubblico di Avellino mi ha fatto rimpiangere poco l’occasione mancata. Vedere piangere i miei compagni di squadra, poi, è stata l’apoteosi. Dopo questa stagione – ha continuato il Poz – posso dire di avere un buon rapporto con i tifosi di tutta Italia. Il fair play che ho visto quest’anno non mi era capitato mai di vederlo e fa onore a tutti”. Difficile immaginare una pallacanestro senza Pozzecco, difficile immaginare Pozzecco senza la pallacanestro. “Ho avuto molto tempo per decidere cosa fare dopo il mio addio al campo da gioco – ha spiegato l’ex play della nazionale – e sinceramente ancora non so cosa farò. Forse rimarrò nella pallacanestro perché mi piace, quel che è certo è che in qualsiasi cosa farò metterò lo stesso entusiasmo che avevo in campo”. Quasi 30 anni spesi nei palazzetti di tutta Italia, passando anche per la Russia e ottenendo con la nazionale maggiore, in compagnia di Matteo Boniciolli, prestigiosi successi e riconoscimenti, fino a diventare l’icona della pallacanestro italiana. Ora, tanti anni e migliaia di assist dopo, Pozzecco si è ritrovato a chiudere la sua carriera ad Avellino proprio sotto gli occhi di uno dei suoi mentori. “Se una maga 20 anni fa mi avesse detto che avrei vissuto uno dei più bei momenti della mia carriera ad Avellino gli avrei detto di cambiare lavoro – ha scherzato Pozzecco – ora, invece, spero di tornare al più presto ad Avellino, magari anche solo per vedere una partita di Eurolega l’anno prossimo. Devo davvero fare i complimenti a tutti e in primis naturalmente a Zorzi, Ercolino e Boniciolli, perché è una realtà splendida. Siete stati in grado di vincere la Coppa Italia, ora vi auguro con tutto il cuore di vincere lo scudetto”. (gm)


Nessun commento Presente

Comincia una conversazione

Ancora nessun commento!

Puoi essere il primo a cominciare una conversazione

I Tuoi dati saranno al sicuro!L'indirizzo email non verrà pubblicato. Anche altri dati non saranno condivisi con terzi.