Il Made in Italy sotto attacco: per l’Onu e l’Oms il parmigiano nocivo quanto le sigarette

Il Made in Italy sotto attacco: per l’Onu e l’Oms il parmigiano nocivo quanto le sigarette

19 luglio 2018
L’Onu e l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno iniziato una vera e propria battaglia contro alimenti tipici della nostra dieta mediterranea da sempre etichettata come sana.
Sotto accusa sono infatti: parmigiano, olio extravergine di oliva, vino e prosciutto. La proposta dell’Onu sarebbe quella di eliminare questi prodotti considerati nocivi per noi e la nostra salute. In che modo? Apponendo sopra delle etichette che ne scoraggiano l’utilizzo. Un po’ come avviene per i pacchetti di sigarette: nuoce gravemente alla salute.

LA POLEMICA

Tutto inizia con la pubblicazione del report ‘Time to Deliver‘ attraverso il quale l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) mette luce su quelle che potrebbero essere le accortezze da prendere per aiutare tutti coloro che soffrono di “Noncommunicable diseases” cioè le malattie non trasmissibili, che insorgono a causa di abitudini alimentari e vizi che potrebbero essere contenuti e di cui molti non ne conoscono i pericoli.

Nello specifico, l’Oms stila un elenco di modifiche e attenzioni che potremmo prendere nei confronti di abuso di tabacco e alcol, dieta non salutare, inattività fisica, terapie per la cura di malattie cardiovascolari e diabete, cure e prevenzione contro il cancro.

Nessun alimento è stato citato.

Il panico è nato in merito al punto “ridurre le diete non salutari” che recita: Ridurre l’assunzione di sale attraverso la riformulazione dei prodotti alimentari al fine di contenere meno sale e l’impostazione dei livelli target per la quantità di sale negli alimenti e nei pasti; ridurre l’assunzione di sale attraverso la creazione di un ambiente favorevole in strutture pubbliche come ospedali, scuole, luoghi di lavoro e case di cura, per consentire di fornire opzioni di sodio più basse: ridurre l’assunzione di sale attraverso una campagne di comunicazione mirate al cambiamento; ridurre l’assunzione di sale attraverso l’implementazione dell’etichettatura front-of-pack.

Insomma non sono citati gli alimenti, il succo è che l’Oms ci suggerisce di etichettare gli alimenti indicando la quantità di sale e di ridurre il consumo di questo prodotto che, se mangiato in grandi quantità, può far male alla salute.

Un’evenienza che suscita l’ira del ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio: se così fosse “siamo alla pazzia pura. Ritengono che facciano bene alla salute prodotti come la Coca Cola o altri perché light e poi ci condannano il Parmigiano o altri prodotti dell’enogastronomia italiana. Su questo faremo una battaglia molto dura” ha detto Centinaio in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei.