Il libro Francesco presentato ad Avellino da Padre Agnello

9 giugno 2013

Pur narrando le vicende di san Francesco d’Assisi, il libro «Francesco» di Mario Bertin, presentato alla libreria Mondadori di Avellino da Padre Agnello Stoia di Montella, Daniela Calabrò e Luigi Ferrara di Pax Christi Avellino, non è una biografia romanzata del «giullare di Dio», tantomeno un saggio. È il racconto che nasce dall’incontro dell’autore con una figura e una esperienza che non cessa di interrogare le coscienze. Nel rigoroso rispetto della coerenza storica e attraverso il continuo riferimento alle fonti, Mario Bertin sottolinea l’intensa umanità di Francesco, il suo profondo senso dell’altro, le ragioni della scelta di stare dalla parte dei deboli e dei perdenti e di abbracciare la povertà radicale come condizione per stabilire un rapporto con le cose spogliandole del valore d’uso di cui sono state rivestite, per ricollocarle all’interno del loro disegno originario. La decisione di Francesco di vivere nell’aderenza letterale alle parole del Vangelo è descritta come fattore di disordine e di contraddizione tra l’imperativo dell’amore, fonte di libertà, e la rigidità della regola, forma cosciente di nuova follia per il mondo. «Francesco» è l’opera appassionata di un uomo che ha sempre cercato di comprendere lo spirito del santo di Assisi. «La sua è una scrittura sincera – afferma la giornalista Tullia Bartolini – e convince senza mai essere leziosa, senza mai ricorrere al già detto, perché è espressione di una sentita ricerca nel mistero dell’uomo, innanzitutto, e poi del Santo». Il suo Francesco, in effetti, non ha nulla del mito iconografico. «E’ un uomo in bilico, smarrito, gioioso, ma anche tormentato, – sottolinea la Bartolini – che inciampa e si risolleva nella tensione del cambiamento, che crede e si spaventa nella disperata ricerca di se stesso, temendo di perdere la propria libertà». L’autore scava nella vicenda terrena di quest’uomo illuminato e lo fa in un modo che prende al cuore e costringe a riflettere. «Il suo unico scopo era di vivere per gli altri, – afferma Padre Agnello – soprattutto per i poveri e gli oppressi. La sua vita è stata illuminata dalla grazia, come dovrebbero essere tutte le esistenze degne di essere vissute».