Il Grande progetto Sarno non convince il Pd

Il Grande progetto Sarno non convince il Pd

24 marzo 2016

“Così come fu elaborato dall’Arcadis all’epoca della Giunta Caldoro, il progetto per il completamento della riqualificazione e del recupero del Fiume Sarno non ci convince. Per questo, stamane la VII commissione ha approvato la proposta di risoluzione di merito, da sottoporre al Consiglio regionale, tramite la quale impegna la Giunta regionale a rivedere l’impianto del progetto”.

E’ quanto affermano Gennaro Oliviero, Mario Casillo e Tommaso Amabile, consiglieri regionali del Pd e rispettivamente presidente della VII commissione, capogruppo consiliare e relatore del progetto in commissione. “Dal confronto in commissione – continuano Oliviero, Casillo e Amabile – sono emersi alcuni punti critici sul progetto e, nonostante l’approfondito esame svolto nei diversi incontri, permangono perplessità e opinioni discordanti sulle soluzioni individuate. In buona sostanza, il Grande Progetto Sarno – spiegano – oggi è vecchio e inadeguato, mai aggiornato secondo le direttive europee del 2000 e del 2007 e non tiene conto dell’istituzione, nel frattempo, del Parco Regionale del Sarno e delle più moderne visioni di pianificazione di area vasta. Non si rilevano, inoltre, elementi di riqualificazione fluviale e ambientale finalizzate alla mitigazione del rischio idraulico. Pensiamo – precisano Oliviero, Casillo e Amabile – che l’uso esclusivo delle vasche di laminazione rischi di stravolgere definitivamente la morfologia urbana dell’area vasta che ricade nel Bacino del Fiume Sarno e crei un possibile danno alla Regione Campania in considerazione degli ingenti investimenti necessari per la gestione e la manutenzione di tali opere. Riteniamo intanto prioritari gli interventi finalizzati alla bonifica del fiume come il dragaggio, la chiusura degli scarichi abusivi e la sistemazione degli argini. Impegniamo, quindi, la Giunta regionale – concludono – a valutare con la massima attenzione le obiezioni sollevate in audizione dai soggetti istituzionali interessati, dagli enti locali e dalle associazioni e a rivedere il progetto».


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