Il Convento degli orrori a Frigento, il legale di Manelli passa al contrattacco: “Infangato per mettere le mani sui soldi”

Il Convento degli orrori a Frigento, il legale di Manelli passa al contrattacco: “Infangato per mettere le mani sui soldi”

15 marzo 2016

Passa al contrattacco padre Stefano Manelli, il fondatore della congregazione dei Frati Francescani dell’Immacolata destituito per la gestione di fondi e beni dell’ordine e indagato dalla Procura di Avellino per presunti abusi e maltrattamenti nei confronti delle ex suore che ne facevano parte.

Il Fatto Quotidiano ha rivelato che il legale di Manelli, Enrico Tuccillo, avrebbe presentato ad inizio marzo una contro denuncia per associazione a delinquere, calunnia e diffamazione.

L’esposto porterebbe dieci firme, compresa quella del fondatore sott’accusa, e ipotizza un complotto di alcuni frati ai danni del Manelli e dell’ordine al fine di “impossessarsi dei beni dell’istituto”: sarebbero gli istigatori delle ricostruzioni “fantasiose” che hanno demolito l’immagine del religioso, adoperandosi nel confezionare e diffondere il citatissimo “dossier” che ha contribuito ad allargare le indagini dalla truffa alle violenze, sempre presunte.

Dunque, secondo quanto riportato, sarebbe stato ordito un astuto piano di calunnie con accuse false che avrebbe portato al commissariamento dell’Istituto religioso e alla destituzione di Manelli.

In questa direzione, il legale di Manelli fa riferimento al dossier depositato dall’avvocato di padre Fidenzio Volpi, il commissario dottrinale inviato dalla Santa Sede dopo la destituzione del fondatore dell’Ordine e deceduto il 6 giugno dell’anno scorso, contenente dichiarazioni di religiose e religiosi che accusano Manelli di comportamenti autoritari, culto della personalità, vessazioni e ricatti, oltre che di una gestione “arbitraria e personale” di beni e risorse provenienti da lasciti e donazioni.

In ballo c’è però qualcosa di più materiale del rito liturgico per la cura delle anime. “Tutto gira intorno ai soldi”, ammette l’avvocato irpino Beppe Sarno, lo stesso che ha materialmente ha consegnato il dossier agli inquirenti di Avellino.

Il patrimonio delle associazioni finite sotto inchiesta, ossia l’Associazione Missione dell’Immacolata e l’Associazione Missione del Cuore Immacolato vale 30 milioni di euro tra depositi, immobili, terreni, un impianto radio-tv, 5 impianti fotovoltaici, 102 autovetture.

Tra denunce e contro denunce, insomma, la vicenda rischia di intricarsi ancora di più.


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