“Il Concilio ha 50 anni”: tre sessioni a Borgo Ferrovia

4 dicembre 2012

Che il Concilio Vaticano II abbia costituito uno spartiacque nell’evoluzione della Chiesa è sotto gli occhi di tutti: la liturgia non più in latino; la Bibbia (tutta la Bibbia) offerta alla riflessione dei laici; il rispetto per gli Ebrei, “fratelli maggiori” e non più perfidi “deicìdi”; la considerazione nuova per le altre confessioni cristiane, da “eretiche “a “via di salvezza”. E l’apertura ottimista al mondo laico (“gli uomini di buona volontà”) e la disponibilità all’ascolto “delle gioie e delle speranze, delle tristezze e delle angosce degli uomini”. Un aggiornamento non solo delle forme, ma anche degli atteggiamenti più profondi. Molta la strada già fatta, non poca la strada ancora da compiere: per un ruolo più ampio dei laici e delle donne , per un ripensamento delle forme dell’unità e del governo della Chiesa, per un nuovo slancio che ne riproponga l’immagine non più come un fortino identitario, minacciato dal mondo, ma come lievito e sale di cui tutta la società non può fare a meno. C’è dunque bisogno di raccontare il Concilio, ed il post Concilio, con rispetto, ma anche con franchezza ed ottimismo. Una Chiesa più libera e sobria, compagna dei poveri, testimone scomoda nell’impegno per la pace e la giustizia, Mater più ancora che accigliata Magistra, è nell’interesse di tutti, anche di chi non crede.
Rete3.net e la Comunità della Piana di Avellino intendono perciò offrire a tutti, laicamente, francamente, con un linguaggio non da iniziati, un’occasione di confronto a partire dai 50 anni del Concilio. Un evento che non vogliamo contribuire a celebrare e imbalsamare, ma da cui vogliamo farci interpellare ancora per rilanciarne la cordiale novità.
Il ciclo di incontri, che proseguirà fino a maggio, si articola in tre sessioni: i Testimoni, la Chiesa e la Società. Nel corso della prima, mercoledì 5 dicembre, racconterà il Concilio mons. Luigi Bettazzi, padre conciliare, già vescovo di Ivrea e presidente di Pax Christi: partecipò al Vaticano II come vescovo ausiliare della Bologna di Lercaro e Dossetti. Lo si ricorderà come autore di uno scambio di lettere con Berlinguer negli anni ’70 e come promotore, con don Tonino Bello, della marcia a Sarajevo in piena guerra di Bosnia. Pur dall’alto dei suoi quasi 90 anni, mons. Bettazzi ha conservato una passione e un entusiasmo giovanile e una franchezza che è tutt’oggi merce rara. Con lui ci sarà Ettore De Conciliis, l’autore del Murale della Pace che campeggia nella Chiesa di S. Francesco, a Borgo Ferrovia, dove si terrà l’incontro a partire dalle 19. Avellinese, artista di fama internazionale apprezzato da Bukowskj, Guttuso e Zevi, autore di opere di grande impegno sociale come il Murale Di Vittorio a Cerignola e il Memoriale di Portella della Ginestra, De Conciliis – che nel 2001 il Comune di Avellino contattò per la realizzazione di un Parco della Memoria nell’area dell’ex seminario e la cui giovanile Crocifissione nella Chiesa delle Oblate attende ancora di essere liberata dalla calce che l’ha coperta – realizzò il Murale su sollecitazione di don Ferdinando Renzulli. 120 mq che emozionano ancora ad ogni visita: Sartre e Pasolini, De Gasperi e Di Vittorio, Kennedy e Fidel, gli intellettuali e i contadini delle lotte sociali, l’umanità disumanizzata dalla guerra ma affratellata dal desiderio di pace.
Venerdì 14 ci racconterà il Concilio il pastore valdese Paolo Ricca, professore di Storia della Chiesa, allievo di Cullmann, dottore honoris causa ad Heidelberg. Scrittore prolifico, Ricca è membro della Commissione “Fede e Costituzione” del Consiglio Ecumenico delle Chiese e coordinatore del Gruppo Teologico del SAE. Per conto dell’Alleanza Riformata Mondiale, è stato al Vaticano II come giornalista accreditato: dalla sua penna partivano i report che dapprima con scetticismo e poi con sempre maggiore stupore hanno raccontato alle Chiese della Riforma quanto accadeva tra le Mura vaticane. Un’occasione da non perdere, dunque.