Il Cimarosa in trasferta a Cicciano e Napoli con la “Passio Christi” di Vitale

Il Cimarosa in trasferta a Cicciano e Napoli con la “Passio Christi” di Vitale

11 aprile 2019

Sabato 13 aprile, presso il Duomo di Avellino (ore 19:30), lunedì 15 aprile presso la parrocchia di San Pietro Apostolo a Cicciano (ore 19:30) e martedì 16 aprile dalla Chiesa di Santa Caterina a Formiello (ore 19:30), l’Orchestra del Conservatorio «Cimarosa», diretta dal maestro Giuseppe Camerlingo, sarà protagonista di un mini tour di tre concerti – tutti ad ingresso gratuito – per augurare la Buona Pasqua al proprio pubblico.

Il progetto, nato nel 2010 all’interno dell’Istituto di Alta formazione musicale irpino, oggi presieduto da Luca Cipriano e diretto da Carmelo Columbro, sarà incentrato sulle musiche di 12 diversi compositori quali Salvatore Coto, Giuseppe Devastato, Giuseppe de Lorenzo, Francesco Ivan Ciampa, Francesco de Paola, Antonio Gomena, Isabella Maffei, Egidio Napolitano, Maria Scala, Pietro Pisano, Giuseppe Sasso e Paolo Maria Silvestri, allievi del Maestro Vitale.

«Allievi e docenti lasciano aule, banchi e cattedre del Conservatorio per una mini tournée che li porterà da Avellino a Cicciano e a Napoli con la sacra rappresentazione per orchestra, voci e nastro magnetico della “Passio Christi” – affermano il presidente Cipriano e il direttore Columbro – Dal Duomo, nel cuore del nostro centro storico, alle Chiese di Cicciano e Napoli, i nostri alunni si faranno ambasciatori dell’Istituto per coinvolgere il pubblico e trasferire loro, attraverso la grande musica targata Cimarosa, i nostri più sinceri auguri di una serena Pasqua».

«Passio Christi è stata concepita nel 2010, a partire da un’idea di Pietro Pisano ed è nata nel segno della condivisione. Ho scritto l’opera con gli allievi della mia classe di composizione. Ciascun compositore ha scritto una stazione della via crucis, elaborando in modo personale, un frammento dello Stabat Mater di Pergolesi – spiega il maestro Giacomo Vitale – Tutti hanno aderito al tema. La memoria del dolore individuale si è fusa al Dolore del Cristo: le diverse scritture si sono così unite emotivamente in un unico pensiero compositivo. L’opera, che prevede la partecipazione del sacerdote e della comunità del luogo dove è rappresentata, anche nel suo rivelarsi vuole essere, non un semplice concerto, ma essenzialmente un’esperienza di condivisione».

Protagonisti sui tre inusuali palcoscenici campani saranno il soprano Valentina Fortunato, il mezzosoprano Antonella Carpenito, il contralto Antonia Salzano e il baritono He Jinzhao.
L’Orchestra del «Cimarosa», diretta dal maestro Camerlingo, invece, sarà composta da Francesco Paolo Manna ai tamburi a cornice, Salvatore Rella al flauto traverso, Diego Di Guida all’oboe, Antonio Napolitano al clarinetto, Pellegrino Armellino al fagotto, Luigi Gagliardi e Cinzia Salvetti all’organo, Michele Storti alla fisarmonica, Eduardo Alvino e Stefano Santaniello alle percussioni. I violini primi saranno affidati a Bernardo Reppucci, Simone Taurasi, Antonella Forino, Alessandro Conte, Irene Buzzanca, Marco Giorgio Gaggia e Maria Vittoria Colonna. Ai violini secondi, invece, ci saranno Eleonora De Crescenzo, Agostino Attianese, Patrizia Maggio, Chiara Tarantino, Linda Buonocore, Mario Petacca e Lucrezia Capone. Alle viole Nikolas Altieri, Valentina Grasso e Simone Basso. Ai violoncelli Luigi Iuliano, Giuseppe Pascale e Antonio Colonna. Mentre al contrabbasso ci sarà Luca Masi. Infine, il Live elettronics sarà a cura di Norman Bellofatto, Massimo Cresta, Pietro Medugno, Errico Scarano e Gennaro Tafuri

Trascrizioni dallo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi – Salvatore Coto – Giacomo Vitale Testi di Marilyn Corrado e Tarsia Napolitano. La scenotecnica è affidata a Giosuè De Angelis mentre gli oggetti di scena sono stati realizzati da Antonio Esposito, Raffaella Russo ed Emma De Luca. L’opera racconta, oggi, la Passione del Cristo come un’antica rappresentazione medievale di altri tempi, dove il gesto individuale diventava collettivo, assumendo una dimensione “rituale”.

La salita al Golgota è visualizzata con il suono moderno della musica elettronica, il suono classico delle voci, dei legni e degli archi, quello popolare della fisarmonica e quello antico dei tamburi a cornice: timbri diversi che si fondono in un unico universo sonoro. Un teatro musicale senza rappresentazione, dove il suono diventa gesto drammatico ed immagine.