Il Cgs al bivio: è scontro tra i vertici dell’Asi ed i sindacati

Il Cgs al bivio: è scontro tra i vertici dell’Asi ed i sindacati

15 gennaio 2018

Michele De Leo – Si apre una settimana delicata ed importante per il Cgs, la società, interamente partecipata dall’Asi, impegnata nella depurazione ed in altri servizi alle aziende. I sindacati continuano a sollecitare palazzo Santa Lucia per la convocazione di un tavolo in cui fare chiarezza sul futuro del consorzio e del comparto della depurazione in provincia di Avellino.

I vertici dell’Asi, di contro, proseguono lungo il solco tracciato con la delibera del Comitato direttivo dello scorso mese di novembre: presentazione del concordato in bianco al fine di avviare le procedure per la chiusura del Cgs e il trasferimento delle attività ad una società mista pubblico – privata. Un’ipotesi, quest’ultima, che continua a non convincere la gran parte dei sindacati, preoccupati non solo per la salvaguardia dei livelli occupazionali.

Le organizzazioni di categoria ritengono, inoltre, fondamentale che la gestione del percolato per conto terzi – attività assai delicata e molto remunerata, che assicura al Cgs gli introiti maggiori – resti in mani interamente pubbliche.

Il presidente dell’Asi Vincenzo Sirignano ha spiegato, nel corso dell’ultimo confronto tenutosi presso la sede dell’ente, l’impossibilità di seguire altri percorsi diversi da quello definito con la delibera del Comitato direttivo. “I vertici dell’Asi – ribatte il segretario della Uilm Gaetano Altieri – non possono tornare sui propri passi senza dichiarare il fallimento del percorso avviato: abbiamo già bocciato l’ipotesi della privatizzazione più volte proposta dall’ex presidente Giulio Belmonte. Per questo, sarebbe auspicabile, che Sirignano ed il Comitato direttivo rassegnino le proprie dimissioni”.

La Uil – attraverso il suo segretario generale Luigi Simeone – ha preso posizione anche sul nuovo percorso avviato dai vertici dell’ente. Pure rimarcando la netta opposizione all’ipotesi dell’ingresso dei privati, il numero uno dell’organizzazione di via Tagliamento sottolinea la necessità che “i vertici dell’Asi dovrebbero quanto meno seguire le procedure di legge attraverso una gara ad evidenza pubblica e a doppio oggetto che prevede l’ingresso di soci privati che acquisiscono la gestione ed il controllo della società”.