IIA, ultima chiamata. Presidio sotto la sede del Mise

IIA, ultima chiamata. Presidio sotto la sede del Mise

10 dicembre 2018

Marco Grasso – IIA, è il giorno della verità. Il tempo per trovare una soluzione definitiva sull’asse Flumeri-Bologna è ormai quasi scaduto. Domani, martedì 11 settembre, l’assemblea dei soci di Industria Italiana Autobus sarà nuovamente a confronto. Lavoratori e sindacato sperano nella ricapitalizzazione e nel piano di rilancio del polo nazionale autobus, ma il rischio fallimento è tutt’altro che scongiurato.

Per seguire in massa la cruciale giornata romana, il sindacato ha proclamato otto pre di sciopero per la giornata di domani. Un presidio sarà sotto la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, dove è atteso anche il ministro Luigi Di Maio. Stavolta, in prima linea, ci dovrebbe essere anche la Regione, come ribadito dagli assessori al Lavoro e alle Attività Produttive Palmeri e Marchiello, nel corso del recente confronto a Palazzo Santa Lucia.

Il complesso mosaico che dovrebbe aprire la nuova fase di Industria Italiana Autobus resta un rebus. Invitalia e Leonardo (ex Finmeccanica) sono le uniche certezze. La nuova maggioranza del capitale sociale di IIA dovrebbe essere pubblica, ma anche in questo caso mancano le necessarie conferme.

A partire dal ruolo di Ferrovie dello Stato non ancora chiaro, anche se più di un’indiscrezione sembra confermare il disinteresse ad investire attraverso la controllata Busitalia.

Poche certezze anche sulla presenza di una componente privata. L’ipotesi Gruppioni è stata congelata, così come sembra perdere quotazione anche l’operazione rilancio firmata Karsan, il gruppo turco già presente in IIA con una partecipazione del 5 per cento.

Il 31 dicembre, e questa è una delle poche certezze, scadrà la cassa integrazione. Prima di quella data bisognerà trovare una soluzione o, dal primo gennaio del nuovo anno, circa 300 persone saranno definitivamente fuori.