Ignoffo: “L’Avellino non è il Bari: non posso stravolgere la formazione”

Ignoffo: “L’Avellino non è il Bari: non posso stravolgere la formazione”

17 agosto 2019

di Claudio De Vito. Alla vigilia della gara di Coppa Italia di Serie C contro il Bari in programma domani alle 17.30 allo stadio Partenio-Lombardi, il tecnico dell’Avellino Giovanni Ignoffo ha parlato in conferenza stampa: “La squadra a Pagani ha fatto bene. La reputo però una partita persa per quanto abbiamo prodotto. In virtù della condizione generale apporteremo qualche modifica in modo va avere una valutazione complessiva dell’organico”.

“Per me sarà gara vera a tutti gli effetti – ha aggiunto Ignoffo – giocare due gare ravvicinate non è facile. C’è voglia di ben figurare in modo da creare sempre più entusiasmo. Tutti la vedono come una gara di cartello perché il Bari è una corazzata e c’è rivalità tra le piazze. Da parte mia mi aspetto un miglioramento dopo Pagani, soprattutto sui calci piazzati. Prendere gol su palla inattiva mi ha dato fastidio”.

Lo stato di salute del gruppo: “Ho parecchia gente affaticata come Morero e Di Paolantonio. Abbiamo spezzato in due l’allenamento di ieri. La rifinitura ci darà un quadro più completo. Karic? Ancora non è arruolabile ma siamo curiosi di vederlo all’opera. Per Abibi invece tutto ok. Celjak? Domani avrà spazio perché Petrucci ha qualche problemino. Non stravolgerò la formazione perché voglio dare continuità ad un discorso tecnico-tattico. Ora la priorità è mettere tutti nelle condizioni di non farsi male e di rendere al meglio. Ci sarà qualche modifica per valutare alcuni elementi nuovi. Non ho la rosa del Bari in questo momento, quindi non ci saranno tanti cambi”.

“Sono emozionato per l’esordio al Partenio – ha ammesso – sono stato accolto qui da ragazzino e sono diventato uomo grazie a questo ambiente. Poter ripartire da qui per me è davvero importante oltre che emozionante. Mercato? Di Somma cercherà di puntellare tutti i reparti. Sono convinto che farà le scelte giuste perché sa cosa vuole l’ambiente e cosa voglio io. Quando ci confrontiamo parliamo degli stessi profili perché siamo in sintonia su quello che c’è da fare. Siamo al 30% a livello di condizione – ha concluso – gli altri hanno giocato amichevoli, noi no”.