Iannaccone plaude a Napolitano: “Reddito minimo per donne precarie”

11 maggio 2008

“Occorre uno sforzo comune affinché la precarietà del lavoro non costringa le donne a rinunciare ai figli. Bene ha fatto il Capo dello Stato a chiedere alle istituzioni una politica di supporto alla famiglia che sia di alto respiro e che favorisca concretamente l’aumento della natalità. Ci spenderemo in sede parlamentare e presso l’esecutivo per prevedere un reddito minimo per le donne indigenti che vogliono mettere al mondo dei figli.” Così Arturo Iannaccone, deputato del Movimento per l’Autonomia, sulla lettera aperta inviata dal Capo dello Stato a una giovane precaria che chiedeva aiuto per portare a termine la sua maternità. “La vicenda di Sandra – aggiunge il parlamentare – è significativa di una difficile condizione sociale nella quale versano le famiglie, in particolare quelle del Mezzogiorno, troppo spesso indotte a rinunciare ai figli. Il dato diffuso dall’associazione matrimonialisti italiani per cui il 40% degli aborti viene deciso da donne sposate, è la dimostrazione di come questa estrema decisione venga assunta soprattutto a causa di difficoltà economiche. Il Movimento per l’Autonomia accoglie l’appello del Presidente della Repubblica: si farà promotore in sede Parlamentare e presso l’Esecutivo di una serie di provvedimenti a sostegno del lavoro nel Mezzogiorno – spiega Iannaccone – come la detassazione degli investimenti, la realizzazione di nuove infrastrutture e l’ammodernamento di quelle già esistenti. Chiederemo inoltre, di promuovere l’occupazione femminile, bassissima nelle regioni del Sud, attraverso incentivi alle imprese e un sostegno diretto alle famiglie, prevedendo un reddito minimo per le mamme che vogliono mettere al mondo un figlio e che si trovano in accertate condizioni di precarietà”.


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