“I nostri figli non sanno più cos’è la fede: svegliamoci, prima che sia tardi”. Da Torelli l’allarme del Vescovo

“I nostri figli non sanno più cos’è la fede: svegliamoci, prima che sia tardi”. Da Torelli l’allarme del Vescovo

12 gennaio 2020

Alfredo Picariello – Forse proprio nei giorni di festa vanno ricordate e sottolineate le “amare” verità. Questo deve aver pensato il Vescovo di Avellino, monsignor Arturo Aiello, che oggi ha celebrato la liturgia solenne per i festeggiamenti del centenario della parrocchia San Nicola di Bari di Torelli di Mercogliano. Una festa bella e molto partecipata. E molto importante per la comunità di questa storica frazione. Le parole, a tratti dure, del Vescovo, non possono aver rovinato un clima così bello. Anzi, sono state una sveglia decisamente salutare.

“I nostri figli si stanno perdendo, i nostri figli non sanno più cos’è la fede”, dice Aiello dal pulpito della bella ed accogliente chiesa. “Se si continua di questo passo, non ci sarà il secondo centenario di questa parrocchia. Anzi, il tutto si fermerà molto prima. Non c’è più tempo da perdere, non si possono più dormire sonni tranquilli. Il rischio vero è che la fede finisca con noi”.

L’augurio del Vescovo a Torelli, e non solo a Torelli, è “di diventare una famiglia. Senza messa domenicale, non esistono le parrocchie. Come ci si ritrova a casa a pranzo, una famiglia deve ritrovarsi in chiesa per la messa. La fede deve essere trasmessa ai propri figli e deve essere trasmessa da entrambi i genitori”.

L’omelia di Aiello è abbastanza lunga ma molto intensa, molto significativa. Ricorda, il Vescovo, che oggi si festeggia il battesimo di Gesù e che “si chiude il ciclo delle feste natalizie. Ciclo – sottolinea – che ha tre fulcri. Il giorno di Natale, quell’Epifania e quello del battesimo. Come Gesù, anche noi dovremmo immergerci di nuovo nelle acque del battesismo perché è lì che si ritrova la nostra vera identità”.

“Il messaggio è chiaro – prosegue Aiello . E’ un messaggio di frontiere aperte che non ha niente a che vedere, ad esempio, con la Brexit. I cieli sono aperti e tutti possono passare, non ci sono porte chiuse. Le chiese anche sono aperte, più dei supemercati, 24 ore su 24. Ma non pregate solo in chiesa, pregate anche in casa”.