“I migranti non portano malattie, bensì si ammalano in Europa”, lo dice uno studio dell’Organizzazione mondiale della Sanità

“I migranti non portano malattie, bensì si ammalano in Europa”, lo dice uno studio dell’Organizzazione mondiale della Sanità

22 gennaio 2019

L’Organizzazione Mondiale della Sanità presenta il primo rapporto sulla salute dei migranti in Europa. La responsabile regionale per l’Europa, Zsuzsanna Jakab, e il coordinatore per la salute pubblica e le migrazioni, Santino Severoni, hanno spiegato in una conferenza stampa che sui migranti ci sono molti falsi miti a partire dal fatto che ‘portano le malattie’.

Nello studio, realizzato in collaborazione con l’Istituto Nazionale salute, Migrazioni e Povertà (INMP) italiano, e basato sui dati di oltre 13mila documenti raccolti nei 54 paesi che fanno parte della regione Europa è stato accertato che, il più delle volte, sono i migranti a correre il rischio che la loro salute peggiori a causa delle condizioni igieniche spesso insufficienti. Questo perché, una volta arrivati nei paesi di destinazione, non vengono garantite loro condizioni di vita dignitose.

“Per le malattie infettive l’aneddotica non corrisponde alla realtà – sottolinea Santino Severoni, coordinatore del programma Oms Europa -. E’ vero che lo spostamento delle popolazioni viene considerato una fonte di rischio, e per questo c’è un monitoraggio, ma riguarda tutti gli spostamenti. Si pensi ai 400mila che sono arrivati via mare in Italia nel 2016 e ai 20 milioni di passeggeri dell’aeroporto di Fiumicino. La verità è che anche quando arrivano persone con infezioni l’evento è così sporadico che non costituisce un problema per la salute pubblica, come dimostra il fatto che non abbiamo mai registrato un contagio alla popolazione residente”.

Nel documento, inoltre, si evidenzia come il primo e più significativo “falso mito” riguardi il numero dei migranti presenti nel continente europeo. Si calcola che, ad oggi, la popolazione non autoctona residente in Europa corrisponde appena al 10%, mentre la presenza percepita in alcuni paesi europei arriva a 3 o 4 volte di più.

Sui migranti “ci sono governi che distolgono l’attenzione dai fatti e si registra una perdita o un cambiamento nella scala dei valori già da diversi anni”, conclude il coordinatore del programma Oms Europa.