I lavoratori ex Irisbus: “Andremo sotto casa di Di Maio, vogliamo chiarezza”

I lavoratori ex Irisbus: “Andremo sotto casa di Di Maio, vogliamo chiarezza”

5 dicembre 2018

Marco Grasso – “Domenica saremo a Pomigliano, sotto la casa di Di Maio. E’ arrivato il momento di fare chiarezza una volta per tutte su questa assurda vertenza”. In attesa di una convocazione dal Mise e dell’assemblea dei soci di IIA in programma l’11 dicembre, i lavoratori dell’ex Irisbus sono pronti all’ennesima iniziativa di protesta.

La mobilitazione di domenica è stata decisa nel corso dell’assemblea dei lavoratori di stamane a Flumeri. “Non c’è più tempo, il 31 dicembre scade la cassa integrazione e circa 300 lavoratori rischiamo di restare senza lavoro, con un pugno di mosche in mano dopo una battaglia di oltre sette anni”. Il segretario della Uilm Nino Altieri non nasconde la sua preoccupazione sul futuro dell’ex Irisbus e invita a fare fronte comune.

A pochi giorni dall’assemblea dei soci di IIA, che potrebbe annunciare il fallimento della società, il Mise non ha ancora convocato le parti per un tavolo di confronto richiesto a gran voce da più parti. L’ultimo appello porta la firma della Regione, ed in particolare degli assessori Palmeri e Marchiello, che chiedono impegni precisi al Ministero guidato da Di Maio.

Al momento le uniche certezze sono Invitalia e Leonardo, mentre resta avvolto nel mistero il ruolo che avrà nella partita Ferrovie dello Stato. Le quotazioni della controllata Busitalia sono in progressivo calo, ma in molti sono pronti a scommettere che la trattativa sia ancora in corso.

Tutto da decifrare anche il fronte privato. Di Gruppioni non si parla più da un pezzo, così come non sembra aver avuto seguito anche l’ipotesi di una partecipazione più consistente dei turchi di Karsan, al momento presenti nel capitale di IIA con una quota del 5 per cento.

Il progetto del polo pubblico degli autobus sull’asse Flumeri-Bologna è appeso ad un filo. Prima di Natale si saprà, in ogni caso, la verità. L’imminente scadenza della cassa integrazione obbliga infatti ad una scelta, in un senso o nell’altro.