I Ds e lo sviluppo con Trentin, i…ritardi e senza Adiglietti

15 dicembre 2005

Aurisicchio, D’Ambrosio, De Simone, Bruno Trentin, Di Iorio, Montefusco, Persico, Marano e Moricola a San Lorenzo insieme a Cutillo, Festa, Flammia, Ziccardi, Lomazzo e tanti altri per interrogarsi sul Mezzogiorno e sulle sue problematiche. (Si nota l’assenza di Gerardo Adiglietti e della compagine cittadina compresi assessori e consiglieri comunali). Un Mezzogiorno non più isolato ma inquadrato nell’Europa. Un Mezzogiorno e, dunque, un’Irpinia non più autoctoni e spine nel fianco ma vere e proprie spinte propulsive per costruire quello sviluppo di cui si continua a parlare. Quello sviluppo sul quale si continuano a rileggere documenti conclusivi per comprendere il contributo che i Ds hanno apportato e vogliono apportare. Puntuale e concreta la relazione del segretario provinciale Raffaele Aurisicchio che mette in evidenza come non faccia bene a nessuno la divisione all’interno dei Ds “tra chi è capace di avanzare soluzioni concrete e praticabili per i problemi della nostra provincia e chi, invece, non riesce a stare sul terreno dei contenuti, essendo attardato in una discussione esclusivamente politicista. Questa è una lettura caricaturale del confronto nel partito al cui interno, invece, vi sono differenziazioni sia sui contenuti che sui contenitori, sia sul programma che sulla politica, sia sull’analisi delle singole questioni che sulla lettura della fase politica che stiamo attraversando nel Mezzogiorno, in Campania e in Irpinia. C’è nel partito una differenziazione anzitutto politica e anche per questo non mi pare utile utilizzare per questa seconda conferenza il modello praticato in occasione di quella del 2003. Rischieremmo di infilarci in una lunga ed estenuante opera di mediazione interna, finalizzata a comporre le diverse posizioni con il risultato di approdare a conclusioni giustapposte e, quindi, di nessuna utilità pratica”. In sostanza “si è aperta nei giorni scorsi una discussione sull’entità del trasferimento di risorse verso il Mezzogiorno. C’è stato un intenso confronto-scontro tra chi sostiene e si pone un problema di entità di risorse che vengono destinate al Sud in quanto in questi anni siamo rimasti lontani dal limite del 45 per cento della spese in conto capitale realizzata al Sud, e chi, invece, ritiene che non si tratti di un problema di risorse. Più che una questione di quantità, si pone un problema di qualità della spesa. È una discussione non oziosa che riguarda la nostra regione e la nostra provincia. Non può essere proponibile ulteriormente la tesi di un Mezzogiorno autosufficiente che può fare esclusivamente affidamento sui propri mezzi, sull’autonoma capacità di coesione sinergica di tutte le forze presenti dentro i territori, finalizzata a progettare e a costruire lo sviluppo locale. Non perché queste virtù non servano più, ma perché viene a mancare il contesto di un Mezzogiorno competitivo entro il quale collocare strategie di competizione dei diversi territori”. Le soluzioni ci sono. Una tra queste, secondo Giuseppe Di Iorio sarebbe una cabina di regia diretta dalla Provincia che rappresenti la sintesi di tutti i progetti di sviluppo e che sblocchi il processo industriale”. L’on. Bruno Trentin mette in luce come sia necessario lavorare su progetti comuni. “Vogliamo portare al centro del dibattito la questione in modo da assumere il contributo di centinaia di persone coinvolte nella politica sociale del Paese. Sono convinto che ci sono buone relazioni tra parti sociali e istituzionali, ma bisogna fare passi in avanti non seguendo la strada delle rivendicazioni ma puntando sulle priorità forti. Questo è l’investimento strategico. Una Regione non può essere riserva turistica”. (t.l.)


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