Grottolella, tutto pronto per IX edizione del Pasto della Salamandra

25 agosto 2014

Grottolella – Cresce l’attesa per la nona edizione del ‘Pasto della salamandra”, la rassegna di arte, musica, gusto e cultura, che per tre magiche serate il borgo medioevale di Grottolella che si erge sulla collina dei Macedonio. Il borgo dal 4 al 6 settembre sarà palcoscenico di spettacoli, concerti artisti di strada e gruppi itineranti.
Il tema scelto quest’anno dall’organizzatore dell’evento, il Forum della gioventù di Grottolella, è il gusto, interpretato non solo in senso enogastronomico ma declinato in ogni modo possibile; artistico, culturale e sociale. Difatti, quest’anno Rampa Sant’Antonio, la strada più antica del paese irpino, ricorda le vittime campane del 2014 dei femminicidi.
Pertanto, Rampa Sant’Antonio sarà un percorso per meditare e riflettere su una tematica che sta flagellando non solo l’Italia ma l’intero mondo. Il concerto del Trio Rosa accompagnerà coloro che compiranno la via crucis rosa, che racconta la storia di dieci donne, per ogni fermata un ricordo. “E chiedilo a tua madre a e a tua sorella, a tua figlia e a tua moglie e alla tua migliore amica. Alla tua collega di lavoro e alla tua amante. Loro, tutte lo sanno: che il corpo della donna è più di quanto un uomo possa controllare.”

“Il gesto non vuole essere solo una commemorazione per le centinaia e centinaia di donne martorizzate dalla cultura della discriminazione e della sottomissione femminile, piuttosto, mira ad essere lo scenario di una via crucis, una sorta di cammino di riflessione in cui ci cercheremo , umilmente, di raccontare la passione di dieci donne – ha spiegato Valeria Maglio, rappresentante del direttivo del Forum dei giovani – Non ci saranno croci, ma scarpe rosse, come il sangue che hanno versato, come la passione ardente di un amore che prima le ha illuse e poi uccise. Stazione dopo stazione si incontreranno volti, paure e speranze comuni a tutte le donne. Non abbiamo la presunzione di pensare di smuovere coscienze, vogliamo solo dare voce all’inespresso, al taciuto, intendiamo semplicemente raccontarvi, a nostro modo, e attraverso i nostri occhi il loro calvario.”