Grottolella /Morte bianca: Giovanni non ce l’ha fatta, è spirato nella notte

15 aprile 2005

Giovanni Guarino non ce l’ha fatta. Il suo cuore ha smesso di pulsare nella notte, nel Reparto di Rianimazione del “Moscati” dove era stato ricoverato dopo un delicatissimo intervento chirurgico. Il 60enne di Contrada era rimasto vittima di un incidente sul lavoro: erano le 15.30 di giovedì quando, improvvisamente, l’operaio ha perso l’equilibro e dopo essere caduta dalla scala si è accasciato a terra. E’ precipitato all’indietro urtando violentemente con la testa tant’è che all’arrivo del 118, allertato dagli altri colleghi presenti in un’azienda vitivinicola in Via Sandro Pertini a Grottaminarda, Giovanni era in stato comatoso. Giunto al “Moscati” è stato sottoposto agli accertamenti di rito dai quali è stato acclarato un trauma cranico e fratture multiple e scomposte con probabile interessamento di organi interni. E’ stato, dunque, sottoposto ad un delicato intervento chirurgico che si è protratto fino a tarda sera: dalla sala operatoria il trasferimento in “Rianimazione” dove la sua agonia è durata qualche ora e poi il decesso. Del tragico epilogo sono stati informati i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino e l’Ispettorato del Lavoro: è stata, come prassi, aperta un’indagine al fine di verificare il rispetto delle misure di sicurezza sul posto di lavoro. Con molta probabilità sarà eseguita dal medico legale Paolo Picciocchi l’ispezione cadaverica sul corpo del 60enne al fine di accertare se la rovinosa caduta sia stata causata da un improvviso malore. La morte di Giovanni Guarino è il primo caso di morte bianca dall’inizio del 2005: non possiamo, però, non ricordare la tragica fine di Angelo Maria Ciasullo il 65enne di Ariano Irpino rimasto vittima del crollo di un muro di cemento che stava innalzando nella sua abitazione. Era il 12 gennaio scorso: a causa del crollo di un costruendo muro in cimento di due metri e ottanta centimetri, il 65enne di Ariano aveva riportato lo schiacciamento della colonna vertebrale e l’interessamento di organi interni. Dopo le prime cure del caso e gli accertamenti di prassi, Angelo Maria Ciasullo era stato trasferito nel Reparto di Rianimazione dell’ospedale del Tricolle. I medici hanno fatto di tutto per strappare alla morte l’anziano, vittima di un incidente domestico nella sua abitazione in Contrada Orneta, ma il quadro clinico è precipitato alle prime luci dell’alba del 13 gennaio. L’infortunio mortale è l’ennesima nota dolente per il mondo del lavoro: nonostante le denunce del Sindacato, delle Forze dell’Ordine e dell’Ispettorato in Irpinia si continua a morire nei posti di lavoro. A dire del Sindacato, la sicurezza sul lavoro in molte realtà irpine non è ancora diventato l’obiettivo strategico dell’organizzazione aziendale “…la gravità del fenomeno si associa all’incidenza del lavoro nero e alla situazione particolarmente indifesa dei lavoratori immigrati riportando alla cronaca dati agghiaccianti, che provocano lutti e malattie per tante famiglie”. Di Emiliana Bolino