Grottolella – Cappella di San Giovanni, forse la svolta?

12 giugno 2005

Ritorna prepotente alla ribalta il caso ‘cappella’. Dopo mesi di incontri-scontri, dopo periodi di confronti, seguiti da momenti di lunghi silenzi, la seicentesca chiesetta dedicata a San Giovanni Battista e incastonata nel suggestivo castello feudale si ripresenta all’opinione pubblica rivestita di una nuova luce. L’antica cappella, costruita per volere della duchessa Emilia Cioffi, moglie del Duca Nicola Macedonio, feudatario del piccolo centro irpino, e passata per discendenza alle famiglie Carafa e Caracciolo, fu donata il 27 maggio 1932 alla parrocchia di Grottolella. Un atto di amore e rispetto nei confronti della comunità che da quel momento diventava ‘proprietaria’ di un gioiello di raro valore. Non solo dal punto di vista storico-artistico (la cappella presenta una serie di pregiati affreschi, decorazioni a stucco, un pavimento di maiolica policroma e preziosi suppellettili donati dalla Duchessa Emilia Cioffi che, per sua espressa volontà, alla sua morte fu posta nella cripta della piccola chiesetta) ma anche e soprattutto da quello affettivo. Nel corso degli anni, però, a seguito della vendita a privati del castello, la cappella di San Giovanni è rimasta chiusa e inaccessibile al pubblico. I proprietari, seppur immediatamente disponibili ad aprire le porte della chiesa alla comunità, ancora non hanno consegnato ufficialmente le chiavi alla Parrocchia di Sant’Egidio. Qualche giorno fa a sollecitare tale consegna il parroco di Grottolella, Don Antonio Pupo, che ha lanciato un duro monito, tra gli applausi generali, affinché venga restituita ai grottolellesi –ed in particolare alle nuove generazioni- la possibilità di riappropriarsi di un bene collettivo. L’ennesimo invito destinato a cadere nel vuoto? Secondo i bene informati la faccenda è giunta ad una svolta. E probabilmente i prossimi giorni riusciranno a mettere la parola fine sulla lunga faccenda che continua a tenere i grottolellesi con il fiato sospeso.