Grottaminarda – Ds: le riflessioni di Angelo Flammia

29 giugno 2005

Grottaminarda – E’ pace fatta tra Angelo Flammia e la compagine d’ambrosiana?… Dalla diplomazia del senatore diessino sembrerebbe che qualche ammorbidimento ci sia stato, anche se gli interrogativi irrisolti trascinano i loro fantasmi sin dai tempi del Congresso provinciale della Quercia. “Certo quel periodo è stato superato – sostiene il senatore – ma è prematuro parlare di cambiamenti”. L’assemblea congressuale, infatti, sembra aver creato “…lacerazioni esagerate e strappi difficili da ricucire. Anche se l’intera questione deve essere valutata dal duplice punto di vista umano e politico. Sotto quest’ultimo aspetto non sembra esserci stato alcun cambiamento mentre per quanto riguarda il fattore umano senza dubbio sono stati fatti importanti passi avanti e, si sa, l’elemento etico è quasi imprescindibile da quello politico”. Insomma, se davvero è giunto il momento di voltare pagina sarebbe il caso di ripartire da zero ed avviarsi verso un percorso che possa ricondurre all’unità. “L’unità è una cosa seria e non possiamo certo dire di averla raggiunta. Diciamo piuttosto che è stato avviato un percorso che sotto questo punto di vista può definirsi positivo. Ma la vera conquista consiste nel raggiungere l’obiettivo”. Dunque un percorso non proprio in discesa, come lo definisce lo stesso Flammia. Il periodo, infatti, nonostante le tensioni si siano allentate, è alquanto complicato ed ora è necessario agire e farlo in maniera tangibile, attraverso un vero salto di qualità che permetta di “rimediare agli errori del passato. Credo sia fondamentale, in questo momento, riaprire un dialogo ed azzerare tutto ciò che ha finora è stato causa di frizioni”. Insomma, il passato lascia come testimone tangibile un senso di lacerazione che sembra coinvolgere non solo la Quercia irpina ma tutti i partiti del centrosinistra. “E’ l’intera colazione – conclude Flammia – a dover sanare le ferite che il periodo turbolento ha reso non poco profonde. E per farlo forse il rimedio c’è: superare le contrapposizioni, abolire la logica delle poltrone e ricominciare a parlare di politica… quella con la ‘P’ maiuscola”. (m.d.p.)