Grella a Cipriano: “Grazie per la “signorina”. Cosa succederebbe se la Finanza entrasse nel teatro?”

Grella a Cipriano: “Grazie per la “signorina”. Cosa succederebbe se la Finanza entrasse nel teatro?”

18 aprile 2018

Marco Imbimbo – Non si è fatta attendere la replica della consigliera comunale Ida Grella, definita “signorina” in maniera denigratoria da Luca Cipriano, ma anche come una persona che leggerebbe le carte senza però capirle. Alo stesso ex presidente, però, rivolge una domanda: «Che succede se la Finanza entra in un’attività commerciale e non trova i registri di cassa?».

«Il fatto che la sua reazione sia stata così scomposta da parte di un esperto di comunicazione quale egli è, fa comprendere come evidentemente sia stato toccato un nervo scoperto», spiega Grella finita al centro di un attacco diretto e «oserei dire volgare» sottolinea. Un attacco sfrontato che, secondo la consigliera comunale, sarebbe dettato dal fatto che Cipriano «forse sa che ho letto le carte, le ho anche ben comprese, tra l’altro laddove non ci fossi riuscita me le sarei fatte spiegare perchè non ho l’arroganza di pensare che tutto sia comprensibile. E quindi mi documento anche attraverso altre persone che lui, poi, ha definito in maniera altrettanto volgare – sottolinea Grella. Il fatto che il suo attacco sia anche a livello personale mi sembra veramente scomposto, da parte di chi vorrebbe rivestire un ruolo istituzionale in questa città».

Grella, inoltre, preferisce rispondere in maniera ironica all’appellativo che, in più di un’occasione, Cipriano ha rivolto a lei e ad Adriana Percopo. «Il definirmi “signorina” mi fa un po’ sorridere perché, salvo non avesse altri intenti, vorrei ricordargli che potrei essere sua madre, da un punto di vista anagrafico» sottolinea per poi ritornare seria. «Capisco che, evidentemente, mi porto molto bene gli anni che ho, ma la trovo veramente di pessimo gusto. E non è delegittimando me e la Percopo, che abbiamo sempre guardato le carte e votato con grande consapevolezza, si ritrovano poi quei necessari elementi di trasparenza nella contabilità del teatro che, oggettivamente, non ci sono».

Secondo la Grella, dunque, le accuse e offese rivolte a lei e Percopo, servirebbero solo per sviare il discorso da quello sulla contabilità del teatro e da tutti i problemi sorti spulciando le carte, per lo meno quelle che sono state trovate, a differenza di altri documenti che non ci sarebbero. E non manca una domanda provocatoria all’indirizzo dell’ex presidente del Massimo cittadino: «Credo che bisognerebbe rivolgere a Cipriano una domanda molto seria: se la Finanza entra in un’attività commerciale, anche la più semplice, e non trova i registri necessari per legge, quindi indispensabili, cosa fa?».

Una provocazione che serve anche a replicare all’accusa dell’ex presidente, secondo cui, sarebbe rimasto vittima del suo mancato sostegno all’ex senatore De Luca durante le regionali: «Cosa c’entra il progetto di delegittimazione politica di Cipriano con questa vicenda? Cosa c’entra il fatto che non è vi assoluta trasparenza negli incarichi e nelle convenzioni, con la copertura politica? È un boomerang, quello che lui dice, perché, a questo punto, verrebbe da pensare che, fino a che ha avuto una copertura politica, nella gestione precedente le cose sarebbero andate in un certo modo».

Dal punto di vista della Grella, dunque, la vicenda Teatro non troverebbe alcun appiglio in una guerra interna al Pd, ma solo legittimazioni da un punto di vista contabile e amministrativo. «Dimentica, Cipriano, che il tutto è emerso quando è cambiato il collegio dei revisori. Non è stato più scelto, ma sorteggiato. Quindi il nuovo collegio dei revisori è andato lì e ha trovato delle gravissime carenze, alle quali le risposte del consiglio d’amministrazione, e in particolare di Bavaro, non sono risultate sufficienti a sanare una situazione. Questa è la storia, per quanto mi riguarda. Se poi Cipriano ha altre ricostruzioni, certamente non mi coinvolgono in alcun senso. La mia votazione, come sempre, è stata consapevole e rispedisco al mittente le volgarità che mi ha riservato, ma con un profilo alto, quale quello di una donna che ha rispetto delle istituzioni».