Graziani nasconde l’Avellino e recupera Lagomarsini

Graziani nasconde l’Avellino e recupera Lagomarsini

23 novembre 2018

di Claudio De Vito – L’Ostiamare è un banco di prova esterno da superare a tutti i costi per dimostrare di essere guariti dal mal di trasferta, e allora Archimede Graziani ha disposto gli allenamenti a porte chiuse con un giorno di anticipo rispetto alla consueta rifinitura della vigilia. L’Avellino è tornato ad allenarsi lontano da occhi indiscreti, proprio come aveva fatto per preparare il match con la Vis Artena.

Forse anche un pizzico di scaramanzia nella decisione del tecnico dei lupi che evidentemente ha inteso nascondere schemi e situazioni di gioco. L’impegno di Ostia si prepara anche così, a carte coperte, con quella pretattica che mister Graziani ha ritenuto opportuno attuare per non dare vantaggi all’avversario di turno. Ma l’Avellino ha bisogno di tornare dal Lazio con il bottino pieno, altrimenti il Trastevere – impegnato in casa con l’Anagni e atteso al Partenio-Lombardi nel turno successivo – rischia di allontanarsi troppo.

La continuità oltre la scaramanzia. Sì perché Archimede Graziani confermerà con ogni probabilità il 4-4-2 ripristinato con le superlative risposte delle giovani ali Alessio Tribuzzi e Tommaso Carbonelli. In realtà l’undici anti-Ostiamare non dovrebbe discostarsi di una virgola da quello di domenica scorsa, avendo Ettore Lagomarsini recuperato dal problema fisico alla schiena. Il portiere ex Carrarese si è allenato regolarmente e difenderà i pali per la quattordicesima volta consecutiva.

L’unico dubbio riguarda l’impiego di Ferdinando Sforzini fermo da quasi venti giorni ma adesso nuovamente arruolabile. La cautela non è mai troppa per l’ariete di Tivoli che più verosimilmente dovrebbe fare il suo ingresso in campo a gara in corso. Il tandem titolare pertanto sarà formato ancora una volta da Alessandro De Vena e Nicola Ciotola, entrambi in stato di grazia. Tra i convocati dovrebbe esserci anche Alessandro Di Paolantonio. Un’arma in più per Archimede Graziani al quale la piazza non ha perdonato le dichiarazioni rese nell’ultima uscita pubblica.