Gli errori di Mattarella, De Angelis: “Atteggiamento che radicalizza lo scontro”

Gli errori di Mattarella, De Angelis: “Atteggiamento che radicalizza lo scontro”

28 maggio 2018

Carmine De Angelis, sindaco di Chiusano ed esperto in materie giuridiche e costituzionali, propone sulla sua pagina facebook alcune osservazioni critiche rispetto al discorso di ieri del presidente Mattarella:

“Dopo aver sperimentato, nei primi due mesi, senza esito, tutte le possibili soluzioni, si è manifestata – com’è noto – una maggioranza parlamentare tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega che, pur contrapposti alle elezioni, hanno raggiunto un’intesa, dopo un ampio lavoro programmatico. Ne ho agevolato, in ogni modo, il tentativo di dar vita a un governo.”

1) Nota critica: essendo una forma di governo parlamentare e non elettorale non essendoci maggioranza elettorale in parlamento mi pare non una concessione di benevolenza ma una ovvietà!

“Ho atteso i tempi da loro richiesti per giungere a un accordo di programma e per farlo approvare dalle rispettive basi di militanti, pur consapevole che questo mi avrebbe attirato osservazioni critiche.
Ho accolto la proposta per l’incarico di Presidente del Consiglio, superando ogni perplessità sulla circostanza che un governo politico fosse guidato da un presidente non eletto in Parlamento. E ne ho accompagnato, con piena attenzione, il lavoro per formare il governo.”

2) Nota critica: il Presidente del Consiglio non deve essere per forza eletto ma avere il consenso eventuale parlamentare. Le perplessità di Mattarella sono prive di senso. D’altronde non e’ unico caso di non politico indicato dopo le consultazioni.

“Nessuno può, dunque, sostenere che io abbia ostacolato la formazione del governo che viene definito del cambiamento. Al contrario, ho accompagnato, con grande collaborazione, questo tentativo; com’ è del resto mio dovere in presenza di una maggioranza parlamentare; nel rispetto delle regole della Costituzione.”

3) Il potere neutro del Presidente non ostacola ne’ agevola ma agisce nel rispetto delle regole costituzionali e nel nome dell’Unita’ della Nazione.

“Avevo fatto presente, sia ai rappresentanti dei due partiti, sia al presidente incaricato, senza ricevere obiezioni, che, per alcuni ministeri, avrei esercitato un’attenzione particolarmente alta sulle scelte da compiere.”

4) Attenzione non veto!

“Questo pomeriggio il professor Conte – che apprezzo e che ringrazio – mi ha presentato le sue proposte per i decreti di nomina dei ministri che, come dispone la Costituzione, io devo firmare, assumendomene la responsabilità istituzionale.”

5) Nota critica: Secondo l’art. 92, co. 2, Cost., «il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i Ministri». A dispetto della formulazione letterale, la norma vale a codificare un esito del sistema già conosciuto dal regime statutario, secondo cui la scelta dei Ministri risulta dalla volontà di tre soggetti distinti: il Capo dello Stato che compie la nomina; il Presidente incaricato di formare il Governo che formula la proposta; la maggioranza parlamentare che lo sostiene. Ne costituisce sintomo il fatto che, nonostante la lettera dell’art. 92, il Presidente del Consiglio formula la proposta concernente i Ministri (la cd. lista dei Ministri) prima e non dopo essere a sua volta nominato: nomina e giuramento del Presidente del Consiglio e dei Ministri avvengono, infatti, per prassi consolidata, contestualmente. Se ne è tratta la pregnante conclusione che per le «proposte concernenti le nomine dei Ministri, la competenza…va riconosciuta…al Presidente del Consiglio incaricato … organo costituzionale transitorio» (Paladin, L., Governo italiano, Enc. dir., Vol. XIX, Milano, 1970, ad vocem, 689). A ben vedere, peraltro, poiché la proposta dei Ministri viene formulata solo se il Presidente incaricato si sente posto a capo di una coalizione parlamentare, poco importa se formatasi a seguito delle consultazioni ovvero di un successo elettorale, il proponente la nomina dei Ministri, se ancora non è a capo del Governo, è comunque già a capo della maggioranza parlamentare. Ancora una volta, dunque, il rapporto fiduciario si dimostra la cifra determinante per la comprensione della disciplina del Governo, per la dipendenza costante che ne deriva nei confronti delle Camere. Per il fatto di provenire dal capo della maggioranza parlamentare, la proposta di nomina dei Ministri finisce per valere come volontà delle Camere stesse, l’influenza decisiva dei partiti sulla scelta dei Ministri, ben lungi dal costituire violazione delle attribuzioni del Capo dello Stato e del Presidente del Consiglio, dimostrandosi così pienamente conforme alla logica del sistema (Capotosti, P. A., Accordi di Governo e Presidente del Consiglio dei ministri, Milano, 1975, 157 ss.).
Per quanto poi attiene al concorso del Capo dello Stato nella scelta delle personalità proposte a Ministro, valgono le concrete condizioni di fatto e, in particolare, il grado di consolidamento politico della posizione in cui opera il Presidente incaricato, al diminuire del quale tende ad attribuirsi «un maggior peso specifico agli stessi consigli e suggerimenti del Capo dello Stato» (Bartole, S., Governo italiano, in Dig. pubbl., vol. VII, Torino, 1991, sub voce, 644).

“Ho condiviso e accettato tutte le proposte per i ministri, tranne quella del ministro dell’Economia.
La designazione del ministro dell’Economia costituisce sempre un messaggio immediato, di fiducia o di allarme, per gli operatori economici e finanziari.”

6) I mercati e gli operatori economici sono sopra la Costituzione? Allarme ???? Ma Mattarella fa l’operatore in borsa o l’investitore. De Gasperi diceva un politico non vede l’oggi ma il domani !

Ho chiesto, per quel ministero, l’indicazione di un autorevole esponente politico della maggioranza, coerente con l’accordo di programma. Un esponente che – al di là della stima e della considerazione per la persona – non sia visto come sostenitore di una linea, più volte manifestata, che potrebbe provocare, probabilmente, o, addirittura, inevitabilmente, la fuoruscita dell’Italia dall’euro. Cosa ben diversa da un atteggiamento vigoroso, nell’ambito dell’Unione europea, per cambiarla in meglio dal punto di vista italiano.

7) Palese gravità! e’ questa una discrezionalità assurda che dimostra di non aver neanche letto i testi di Savona! Rivedere i trattati non e’ fuori dalla Costituzione ma fa parte dell’indirizzo politico che compete al Governo e sopratutto al Parlamento. Il PdR può avere perplessità ma il divieto deve marcarsi sul programma ( tramite messaggi motivati, atti informali, moral suasion) non sulla persona, a meno di rilevanti rilievi giuridici o tecnici.

“A fronte di questa mia sollecitazione, ho registrato – con rammarico – indisponibilità a ogni altra soluzione, e il Presidente del Consiglio incaricato ha rimesso il mandato.
L’incertezza sulla nostra posizione nell’euro ha posto in allarme gli investitori e i risparmiatori, italiani e stranieri, che hanno investito nei nostri titoli di Stato e nelle nostre aziende. L’impennata dello spread, giorno dopo giorno, aumenta il nostro debito pubblico e riduce le possibilità di spesa dello Stato per nuovi interventi sociali.
Le perdite in borsa, giorno dopo giorno, bruciano risorse e risparmi delle nostre aziende e di chi vi ha investito. E configurano rischi concreti per i risparmi dei nostri concittadini e per le famiglie italiane.”

8) La tutela dei risparmi si specifica negli atti parlamentari il PdR quando ha tutelato i risparmiatori? per lungo tempo hanno ceduto alle banche, al credito la difesa dei diritti e ora si ritiene che esiste un’unica politica europea monetaria, che non e’ possibile costruire un’idea altra di politica europea? E’ questa una motivazione oggettiva, costituzionale oppure una rimarcazione di assoluta sudditanza al mercato, allo spread, agli umori dei mercati. Se così fosse il mercato tutela i diritti? Se così fosse decisioni altre che spingono sui mercati possono indirizzare scelte politiche. Se da un lato tale pressione avviene, ciò non significa che sia costituzionale.

“Occorre fare attenzione anche al pericolo di forti aumenti degli interessi per i mutui, e per i finanziamenti alle aziende. In tanti ricordiamo quando – prima dell’Unione Monetaria Europea – gli interessi bancari sfioravano il 20 per cento.”

9) la giuridifucazione delle decisioni economiche! Vuol dire che basta una strategia eversiva che preme sui mercati per portare organi costituzionali a cambiare posizione, avere timore!

“È mio dovere, nello svolgere il compito di nomina dei ministri – che mi affida la Costituzione – essere attento alla tutela dei risparmi degli italiani.”

10) I risparmi non sono stati tutelati dalle politiche precedenti e ora un nome può sconvolgere i risparmi. E’ una motivazione ridicola !

“In questo modo, si riafferma, concretamente, la sovranità italiana. Mentre vanno respinte al mittente inaccettabili e grotteschi giudizi sull’Italia, apparsi su organi di stampa di un paese europeo.
L’Italia è un Paese fondatore dell’Unione europea, e ne è protagonista.
Non faccio le affermazioni di questa sera a cuor leggero. Anche perché ho fatto tutto il possibile per far nascere un governo politico.
Nel fare queste affermazioni antepongo, a qualunque altro aspetto, la difesa della Costituzione e dell’interesse della nostra comunità nazionale.
Quella dell’adesione all’Euro è una scelta di importanza fondamentale per le prospettive del nostro Paese e dei nostri giovani: se si vuole discuterne lo si deve fare apertamente e con un serio approfondimento. Anche perché si tratta di un tema che non è stato in primo piano durante la recente campagna elettorale.”

11) Caro Presidente il tema uscire dall’euro non c’è e non c’era. Sulla base del programma presentato dall’incaricato avrebbe potuto verificare posizioni, magari indirizzarne idee come e’ nelle sue prerogative. Voler credere che Savona possa smontare il programma di governo o essere il capro espiatorio dei mercati e’ pura assurdità e dimostra ancora una volta che la Sua e’ non una oggettiva valutazione costituzionale, ma solo una sterile motivazione politica.

Sono stato informato di richieste di forze politiche di andare a elezioni ravvicinate. Si tratta di una decisione che mi riservo di prendere, doverosamente, sulla base di quanto avverrà in Parlamento.
Nelle prossime ore assumerò un’iniziativa.

12) Caro presidente, in meno di mezz’ora ha scelto Cottarelli, senza consultazioni, senza valutazioni (in pochi minuti dubito che abbia maturato qualcosa a meno che tutto era già scritto e deciso). Il suo atteggiamento non fa che radicalizzare lo scontro, rimarcare le discrezionalità e aumentare il senso di spregio verso le istituzioni della Repubblica.
Sarà artefice insieme ad altri della notte della Repubblica, una notte lunga e dolorosa i cui esiti sono ignoti e forse disastrosi .