Gli ‘aventiniani’ della Cdl.: dopo Castelluccio, l’affondo di Bellino

15 giugno 2005

SANT’ANDREA DI CONZA – Il sindaco di Sant’Andrea di Conza è un fiume in piena: Valentino Bellino spara a zero contro tutto e tutti. O meglio contro chi – è facile intuire il bersaglio – continua ad essere aggrappato alla stagione dei ‘politicanti’ e dei ‘politichesi’. Uno sfogo all’indomani di un conclave super blindato al quale hanno partecipato esponenti in quota forzista (Roberto Castelluccio, Vincenzo Sbrescia, etc. etc.) e non solo. Molti i rappresentanti della Cdl che si sono volutamente dissociati da un modo di ‘tutelare’ i cittadini che a loro avviso non va. Accuse pesanti non solo contro il centrodestra. Nel mirino degli aventiniani (un termine, a dire il vero che non piace a Bellino, perché dichiara di non essere stato mai espressione di F.I.; di non essere mai appartenuto ad alcuna gerarchia politica; ma aver gravitato nell’area di centrodestra) anche un centrosinistra che non riesce a mettere in campo una programmazione adeguata e una proposta spendibile ed utilizzabile per l’Irpinia. Un lungo excursus nel quale il primo cittadino conferma la presa di distanza dalla Cdl, non mancando di fare qualche precisazione: “Con tutta una serie di amici e spezzoni di classe dirigente, che in quest’area moderata non di centrodestra gravitano, ci stiamo ponendo il problema del rilancio del nostro territorio irpino vista l’assenza completa di classi dirigenti del centrodestra da un lato e del centrosinistra dall’altro. Per non parlare poi della incapacità del centrosinistra di guidare attraverso gli enti lo sviluppo della nostre realtà”. Un esempio, secondo Bellino, è il mancato accordo intorno alla rielezione dei vertici della Comunità Montana Alta Irpinia. “Oggi (ieri, ndr) avremmo dovuto rieleggere il presidente ed il vice, ebbene il centrosinistra, che ha 42 consiglieri su 54 non è riuscito a presentare uno straccio di documento programmatico e una lista che individuasse presidenti ed assessori. Siamo all’empasse totale. I nostri concittadini irpini devono sapere che molte istituzioni locali e provinciali remano contro i loro interessi, le loro speranze e le loro aspettative. Per questo il nostro gruppo guarda con attenzione a tutti i movimenti autonomistici (che vanno dalla Sicilia al Veneto) che stanno nascendo, in particolare a quelli che vogliono porre al centro della politica i cittadini e lo sviluppo”. Insomma un folto gruppo irpino “che ha intenzione di chiudere con le stagioni dei politichesi e dei politicanti”. (di Teresa Lombardo)