Giuditta: “La mia esperienza al servizio della Regione”

17 marzo 2010

Un passato da parlamentare nelle fila dell’Udeur, all’epoca in cui Clemente Mastella era Guardasigilli del secondo Governo Prodi, Pasquale Giuditta, sindaco di Summonte, è uno dei cinque nella lista “Per Caldoro Presidente” che sostiene l’aspirante Governatore della Campania per il centro destra.

Quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a scendere nuovamente in campo?

“Questa delle elezioni Regionali significa per me un’importante occasione per dare il mio contributo al nostro territorio. La spinta mi è stata data dall’aver preso consapevolezza dell’esigenza di cambiamento che i cittadini di questa Regione chiedono. C’è bisogno per la Campania di persone che siano espressione forte del territorio ed io penso di esserlo”.

Da giorni è in giro per la Provincia con il suo tour elettorale. Ieri la presentazione ufficiale della lista “Per Caldoro Presidente”. Quali sensazioni ha potuto ricavare dall’incontro con l’elettorato?

“Le Regionali di quest’anno sono di sicuro una sfida difficile per la difficile crisi che la Nazione, e in particolare il Sud, sta attraversando. La disoccupazione e l’inoccupazione sono le principali lacune di questo territorio la cui gente chiede a grande voce un cambiamento e che individuano nella nostra coalizione la garanzia che ciò avvenga”

Caldoro ha definito la lista in cui lei è candidato come la testimonianza di tradizioni politiche diverse quali quella socialista, riformista, liberale e moderata. Di quale di queste si sente di essere più espressione?

“Caldoro ha definito la nostra lista come ‘parte’ del progetto del Pdl, di un progetto pluralista che raccoglie le diverse parti della società. Io personalmente mi sento un moderato che si sente a pieno titola parte del Popolo della Libertà”

È stato fino a poco tempo fa Responsabile Nazionale per le Politiche del Mezzogiorno per l’Udc. Poi la candidatura alle Regionali nella lista “Per Caldoro Presidente”. Quali notizie dobbiamo aspettarci per il futuro prossimo di Pasquale Giuditta?

“Ho lasciato l’Udc perché non ne condivido affatto la politica di alleanza messa in atto in queste Regionali. È inaccettabile che in una Regione si stia con il Pd e in un’altra col Pdl. Considero questo modo di fare opportunistico e incoerente. Credo che dopo queste elezioni l’Unione di Centro dovrà discutere seriamente della propria politica e delle proprie strategie. Se non lo farà saranno i suoi stessi elettori a prendere le proprie decisioni. Io dal canto mio l’ho già fatto e oggi posso considerarmi un uomo del Pdl, una casa comune dove ci sono diverse stanze”.

Ha definito Stefano Caldoro “espressione del cambiamento”. In cosa ha rintracciato questa qualità e potenzialità del candidato Governatore del centro destra?

“Sulla candidatura di Caldoro c’è stata unanimità di appoggio, sia all’interno del Pdl che da parte degli altri alleati. Lui rappresenta la vera discontinuità con il passato: con i suoi messaggi chiari, i suoi toni pacati di notevole spessore politico, già lo vedo Governatore della Campania mentre Enzo De Luca si sta già comportando come un capo dell’opposizione”.

In qualità di Presidente della Comunità Montana del Partenio, di funzionario per l’Assessorato Regionale alle Politiche del Territorio, ha da sempre focalizzato l’attenzione alle tematiche ambientali. In che modo continuerebbe a farlo a Palazzo Santa Lucia?

“Penso che alla base di tutto ci debba sempre e comunque essere l’ambiente. I vecchi modelli di sviluppo, basati su produzione-scambio, hanno fatto il loro tempo. È arrivata l’ora di dar vita ad un nuovo modo di fare che prenda anzitutto in considerazione il fattore ambientale e che si discosti da quella falsa industrializzazione pronosticata ad esempio per Nusco e per il Calaggio a discapito di zone come il Terminio Cervialto e lo stesso Partenio abbandonati invece per anni a sé stessi. Da parte mia garantisco di mettere al servizio della Regione la mia lunga esperienza amministrativa”.

Ha parlato anche di riordino degli enti locali…

“E’ inaccettabile che continuino a sovrapporsi e talvolta addirittura a contrapporsi Enti come le Comunità Montane e i Parchi Regionali, dando vita ad assurde lungaggini burocratiche ed amministrative. Si pensi infine ai Piani di Zona, che io abolirei del tutto in favore di un passaggio di competenze alla Provincia, per i quali i soldi maggiori vengono spesi per la gestione amministrative che per i servizi effettivamente resi. Il problema è che tra Comunità Montane e Piani di Zona, i soldi che ci sono arrivati in questi anni sono stati spesi più per creare consenso che per garantire un’effettiva crescita della provincia”.