“Sono andato a lavorare in Brasile per poter dare un avvenire alle mie figlie”

“Sono andato a lavorare in Brasile per poter dare un avvenire alle mie figlie”

5 gennaio 2016

Pasquale Manganiello – “Ho deciso di accettare un lavoro in Brasile per poter dare un futuro alle mie figlie”

Giovanni Dente, 46 anni, partito due anni fa dall’Irpinia, motiva in questo modo il percorso che lo ha portato a quasi 9mila chilometri da casa, a Belo Horizonte, nello Stato di Minas Gerais.

“Sono partito il 4 novembre 2013 – dichiara Giovanni, brasiliano di nascita ma residente a Montefusco dal 1985 – ho un contratto fino al 2017 con il Gruppo Tiberina che ha delle aziende in Brasile, poi si vedrà. Naturalmente, al netto delle possibilità di lavoro, spero di poter ritornare presto in Italia. Per quanto riguarda l’Irpinia, beh la vedo dura”.

Giovanni Dente

Giovanni Dente

La scelta è derivata dalle difficoltà in cui versava l’Asm di Pianodardine, dove Giovanni lavorava fino a due anni fa, e dalla possibilità offerta in quel periodo da un dirigente:

“Avevo già lavorato insieme all’attuale direttore dello stabilimento in Minas Gerais, il quale mi ha proposto di supportarlo sia perché conoscevo la lingua, sia per la fiducia che nutriva in me dal punto di vista professionale. E’ stata una scelta ponderata e condivisa con tutta la famiglia. Il periodo che si viveva e che si vive ancora oggi è quello dell’incertezza: abbiamo visto un’opportunità per tirare avanti ed anche per capire se qui in Italia le cose potessero evolversi positivamente. La crisi, dal punto di vista aziendale, ha mietuto parecchie vittime in Irpinia, la decisione di volare oltreoceano per intraprendere questa esperienza lavorativa era un’opportunità da cogliere assolutamente”.

Le nuove tecnologie hanno ridotto le distanze con la famiglia:

“Grazie alle nuove tecnologie ci possiamo vedere tutte le sere e parlare tranquillamente. Questo ci permette di ridurre la distanza geografica rispetto ai nostri avi che partirono a 18 anni mantenendosi in contatto con i propri cari solo attraverso difficili rapporti epistolari. Skype e facebook ci permettono di colmare parte del vuoto improntato dalla distanza nelle nostre vite, ci danno una grossa mano. La mia famiglia è stata sempre al mio fianco in questa decisione. Io e mia moglie abbiamo scelto di dare un futuro alle nostre due figlie affinché possano continuare a studiare con tranquillità e coltivare le loro ambizioni”.

Giovanni evidenzia come lo stesso Brasile stia vivendo un periodo di crisi abbastanza importante:

“Per quanto riguarda il Brasile è un ambiente che già conoscevo avendoci vissuto fino ai 16 anni. Usi e costumi mi sono particolarmente familiari, riesco comunque a tornare in Irpinia un paio di volte all’anno sfruttando circa un mese di ferie. Il primo anno le ragazze sono state un mese lì con me, hanno viaggiato un po’ per il Brasile e visitato quella bellissima terra. Eppure, nonostante l’organizzazione di Mondiali ed Olimpiadi, l’economia brasiliana è in crisi. L’aumento dei prezzi del carburante ed i cali di vendita hanno segnato i parametri ma il popolo brasiliano è abituato a gestire le emergenze.

La nostra azienda della Tiberina Group, invece, per fortuna è in controtendenza. Lavoriamo bene e tanto, spero che questa condizione permanga. In Irpinia, purtroppo, la situazione è stagnante. Sinceramente non vedo mutamento o sviluppo rispetto a quando sono partito, la situazione ancora oggi è durissima nonostante i nostri media parlino continuamente di svolta o di segnali di miglioramento. Io vedo ancora aziende chiudere ed amici sul lastrico. Ed in queste condizioni fare una scelta di vita del genere, volare oltreoceano per un lavoro, diventa inevitabilmente un’opportunità imperdibile”.