Giornata mondiale dell’acqua: per l’Istat una famiglia su tre non si fida di quella del rubinetto

Giornata mondiale dell’acqua: per l’Istat una famiglia su tre non si fida di quella del rubinetto

21 marzo 2016

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua istituita dall’Onu, l’Istat ne ha rivelato tutti i dati, a partire dall’andamento delle precipitazioni fino alle abitudini degli italiani relative al consumo dell’acqua stessa.

A livello climatico, il quadro che ne emerge, nel periodo in considerazione 2001-2014, vede il 2010 come l’anno più piovoso del periodo (con 996,4 mm), mentre il 2007 è quello in cui è piovuto di meno (con 553,0 mm). La precipitazione totale media annua nei comuni capoluogo di regione è stata invece di 740,8 mm, l’1,1% in meno rispetto al valore relativo al periodo 1971-2000. I giorni piovosi, con almeno 1 mm di precipitazione, sono stati mediamente 80 l’anno.

Per quanto riguarda l’erogazione, il volume di acqua erogata agli utenti delle reti di distribuzione dell’acqua potabile è valutata in 5,2 miliardi di metri cubi nel 2012, che corrisponde a un consumo giornaliero di 241 litri per abitante, 12 litri al giorno in meno rispetto all’ultimo dato censito nel 2008. Nel 2015, l’erogazione dell’acqua nelle abitazioni viene indicata come irregolare dal 9,2% delle famiglie italiane, percentuale in leggero aumento rispetto al 2014 (8,7%). Il disagio riguarda in particolare i residenti nelle isole e al Sud, con la problematica maggiore fatta registrare in Calabria (37,7%), Sicilia (24,1%)  e Sardegna (21,1%).

Ma dai dati emerge soprattutto che la scarsa fiducia a bere acqua di rubinetto continua a essere un fenomeno piuttosto diffuso in Italia, infatti nel 2015 ben tre famiglie su dieci hanno manifestato questa preoccupazione contro il 28% dell’anno precedente e in controtendenza rispetto al trend che si era registrato negli ultimi anni. La quota più bassa di famiglie che non se la sentono di bere acqua di rubinetto si registra al Nord Est, mentre la più elevata nelle isole (52,3%). A livello regionale, infatti, la sfiducia si presenta molto elevata in Sardegna (60,3%), Calabria (49,4%) e Sicilia (49,4%).